Dispersione scolastica, a Messina il fenomeno è più contenuto rispetto le altre città siciliane: i numeri

Quella dello Stretto è la città (e la provincia) siciliana in cui meno ragazze e ragazzi abbandonano gli studi. Che incidenza ha il fenomeno della dispersione, quanti sono gli alunni interessati, e in che grado di studi, coi dati del MIUR – Ufficio Scolastico Regionale

 

MESSINA. Sempre più bambini e ragazzi abbandonano la scuola: un problema generazionale, i cui effetti nefasti si vedranno nel lungo periodo. Ma apparentemente non a Messina, città e provincia in cui i valori sono sorprendentemente bassi, pur all’interno di un contesto (il sud Italia) e una regione, la Sicilia, che fanno segnare record negativi.

Quando si parla di “dispersione scolastica” si riferisce ai comportamenti di chi, tra i minorenni, si assenta ingiustificatamente e senza autorizzazione dalla scuola dell’obbligo. Vale a dire ragazze e ragazzi che, dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado, evadono per i motivi più vari ai loro obblighi formativi previsti dalla legge italiana. Per quel che riguarda Messina e provincia i dati arrivano dal rapporto La scuola in Sicilia 2018/2019, elaborato dall’ufficio scolastico regionale (USR) per la Sicilia, emanazione del MIUR. Si riferisce all’anno scolastico 2017/2018 ed è il più aggiornato in circolazione: quello riferito all’anno scolastico 2018/2019 verrà verosimilmente rilasciato a dicembre 2019.

Messina si comporta meglio delle altre città siciliane, con percentuali molto più basse delle singole province e quindi della media regionale. Per quel che riguarda la scuola primaria, l’indice di dispersione scolastica – sul totale degli alunni iscritti – è dello 0,45%, con la media regionale che si attesta allo 0,57%: quello messinese è il valore più basso escludendo Enna (0,15%), mentre il più alto si registra a Siracusa (1,31%). Passando poi alla scuola secondaria di primo grado, la percentuale di Messina – 2,30% – è la più bassa dell’isola: nessuna tra le provincie siciliane è infatti sotto il 3% tranne quella dello Stretto, mentre il valore più alto – 5,12% – si registra ancora una volta a Siracusa.

Per la scuola secondaria di secondo grado i numeri crescono sensibilmente: Messina si conferma anche qui la provincia dove il fenomeno della dispersione scolastica è meno accentuato. Con il suo 7,64% il capoluogo peloritano è molto sotto la media regionale, che segna un 11,12%, ed ancor di più dalla città con maggiore incidenza, Palermo, dove si registra un 14,71%. Oltre ad indicare la percentuale complessiva, il rapporto scompone il totale sulla base di 5 categorie, vale a dire Evasori (alunni iscritti ma che non hanno mai frequentato); Abbandoni (alunni iscritti che hanno interrotto la frequenza in corso d’anno); Non assolvimento obbligo istruzione (alunni non frequentanti che hanno compiuto 16 anni e che non hanno assolto l’obbligo di istruzione); Alunni con anno scolastico non convalidato per le assenze (alunni che non hanno frequentato il numero minimo di giorni previsti dall’art. 11 del D.lgs. 59/2004 e art. 14 del DPR 122/2009 per la validità dell’anno scolastico); Non ammessi – Non licenziati (alunni che non sono stati ammessi all’anno di corso successivo, o all’esame conclusivo del ciclo di studio, o non hanno superato l’esame). A Messina, nella scuola secondaria di II grado, sono stati 125 gli alunni che non hanno assolto l’obbligo di istruzione, 224 gli abbandoni e 32 gli evasori.

Infine, il rapporto tiene conto anche dell’incidenza del fenomeno tra gli alunni stranieri. Qui i numeri sono ovunque più alti di molti punti percentuali di media. Nella scuola primaria la percentuale di dispersione è stata del 5,01%; nella scuola secondaria di I grado, a Messina l’indice di dispersione scolastica è stato del 12,48%; nella scuola secondaria di II grado è stato del 24,80% su una media regionale del 32,13%: nell’anno scolastico 2017/2018, in questo grado di istruzione, sono stati 17 gli abbandoni, mentre altrettanti non hanno assolto l’obbligo di istruzione e 5 sono stati gli evasori.

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