Lo squallido spettacolo di un video “pornografico” che elegge la crudeltà a forma di governo

Dal blog di Pietro Saitta, una riflessione sul filmato diffuso questa mattina dal primo cittadino, in comunione sentimentale con un elettorato rancoroso che dallo spettacolo della gogna trae un piacere libidinoso

 

Ed è così che in un lento martedì ferragostano il sindaco Cateno De Luca decide di offrici lo spettacolo, squallido (ma l’aggettivo è insufficiente), di un video che mortifica tanto l’umanità di chi vi è rappresentato quanto della persona che lo diffonde. Un video, in altri termini, che ci offre uno spettacolo duplice: quello di una umanità costretta ai margini e quello, ben peggiore, di un sadismo istituzionale che, per l’appunto, elegge la crudeltà a forma di governo.

Un’arte del governo ben misera, come dovrebbe essere ovvio; ma che proietta il nostro sindaco in quella modernità istituzionale muscolare che confonde la grandezza con la crudeltà e la legalità con il decoro. E che così facendo si mette – con costi pressoché nulli – in comunione sentimentale con un elettorato rancoroso che dallo spettacolo della gogna trae un piacere libidinoso. 

Meglio naturalmente – e questo il Sindaco De Luca lo sa bene – che chi è al centro del rituale di degradazione sia inoltre un subalterno: un guardiano, un autista o un immigrato, per esempio. Qualcuno, insomma, che non si collochi a un livello pari o superiore a quello dell’amministratore, come un ricco imprenditore monopolista, un politico di rango o qualcuno che disponga di “mezzi di fuoco”, ossia comunicativi e legali, pari o superiori ai suoi.

Come in una certa pornografia, la rappresentazione della degradazione è ciò che provoca piacere. Così come molti godono dello sguardo terrorizzato di una donna prossima a essere violentata, altrettanti avvertono un simile piacere nell’osservare l’espressione sgomenta e sorpresa di chi – privo di casa e mezzi – viene svegliato da un raid della polizia locale. La penetrazione improvvisa dello Stato nella vita di soggetti deboli e subordinati, così come l’esibizione di quegli occhi atterriti e di quei corpi che fanno loro malgrado della strada la propria casa, diventa così il doppio di quella cinematografia a luci rosse che interpreta probabilmente un ruolo così grande nella formazione dello sguardo dei cittadini.

La politica come pornografia, insomma (a tutte le latitudini). E politici come registi e attori di uno spettacolino – ricco di metafore e allusioni, per chi sa leggerle – che agitano il manganello come un pene da sbattere sul muso della propria vittima.

A ogni modo ciò che colpisce è che, forse, De Luca è stato sopravvalutato. In risposta al suo pugno duro, infatti, in queste settimane la Comunità africana ha scritto lettere intelligenti e molto politiche. Documenti pubblici con cui chiedeva di essere riconosciuta come interlocutrice da coinvolgere nei processi decisionali al fine di trovare soluzioni concordate utili a risolvere i problemi di convivenza. Lettere che De Luca ha evidentemente scelto di ignorare.

Ed è questo che fa sorgere dubbi sulla sua sostanza politica e intellettuale. Può infatti un politico intelligente rifiutare di considerare come interlocutore una popolazione di questo tipo? Una popolazione che è sopravvissuta alle carceri libiche, a viaggi di anni su mezzi di fortuna, a torture e a condizioni di deprivazione inimmaginabili per il Sindaco e per l’elettore rancoroso medio?

Davvero si può pensare che una popolazione come questa – attaccata alla vita in maniera per la maggior parte di noi solo lontanamente concepibile – possa arrendersi così, come se fosse composta dai guardiani di un centro sportivo qualsiasi?

La Comunità ha offerto al sindaco su un vassoio d’argento una grande opportunità per iniziare a discutere di un problema, cercando metodi e soluzioni che elevassero la città da quella mediocrità che caratterizza gli approcci più comuni alla nuova questione sociale. Approcci muscolari e pornografici che – come si è detto – alla stregua della masturbazione forniscono un sollievo temporaneo, ma lasciano inalterate la sostanza dei problemi (ossia l’assenza o l’inadeguatezza di un partner così come l’assenza o l’inadeguatezza delle politiche).

Sarebbe meglio, dunque, che De Luca recuperasse il suo spirito democristiano e più autenticamente istituzionale, ricordandosi che la politica non è la metafora di un film porno a base di poliziotti e manganelli, ma un’azione finalizzata alla soluzione dei problemi secondo categorie specifiche e proprie. La povertà non è un fatto di ordine pubblico e la polizia non è mai servita a risolvere la povertà.

(E, naturalmente, si ricordi anche che la pornografia è rappresentazione senza vera vita. Mentre quei corpi stesi per strada sono la vita. Al pari della sua e di quella dei rancorosi. Ossia di quelli che “i buonisti”, “le zecche” etc. etc. Anche se, lo ammettiamo, è difficile talvolta ammettere che lo siano allo stesso modo. Troppo nobili, infatti, le esistenze dei primi).

 

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io noncapisco perchè vi fanno scrivere ste cose ha fatto bene a calci inculo sta gente gli mettiamo posti dove dormire e non vogliono andare, vengono a casa nostro ti fanno i bisogni in qualunque angolo fanno quello che vogliono tanto sono stranieri e nessuno gli dice nulla ,provate ad andare nei loro paesi e a non rispettare le regole vi spezzano in due e smettetela con sto bonismo falso .