Messina Servizi, blitz su via Garibaldi: tolte piante e fioriere

Pulizia straordinaria n vista della Vara, ma gli operai peccano in eccesso di zelo, e portano via anche gli arredi urbani dei commercianti in possesso di regolare permesso di occupazione suolo. E il consigliere Paolo Mangano del 5 Stelle interroga il sindaco: "Dove è l'ordinanza che ha autorizzato gli interventi" (non c'è)

 

MESSINA. Blitz, la notte tra venerdi e sabato, di Messina Servizi in via Garibaldi, oggetto di particolare attenzione in vista della processione della Vara. Insieme alla scerbatura straordinaria delle aiuole dello spartitraffico,  gli operai della partecipata che si occupa di rifiuti hanno proceduto alla rimozione di piante, vasi e aiuole dai marciapiedi.

Con un eccesso di zelo notevole, perchè la rimozione degli arredi è avvenuta in maniera indiscriminata: sia quelli ormai vecchi, logori o danneggiati, sia alcuni nuovi, e senza distinzione tra chi aveva messo un’aiuola davanti al negozio senza autorizzazione, sia chi possedeva un regolare permesso per occupazione suolo.

La direttiva arriva direttamente dal presidente di Messina Servizi Pippo Lombardo,  motivata dalla necessità di “sistemare” la strada per la sfilata della Madonna, e in previsione dell’afflusso di una enorme quantità di persone, che usualmente sulle fioriere ci si arrampicano per poter meglio assistere al transito della Vara.

A lamentarsi, però, è chi ha regolarmente pagato l’occupazione suolo, e aveva titolo a tenere piante e vasi: spazzati via dal blitz degli operai di Messina Servizi.

Ad intervenire è stato il consigliere del Movimento 5 stelle Paolo Mangano, con un’interrogazione urgente al sindaco Cateno De Luca: “Un intervento così urgente e non programmato, si può giustificare esclusivamente con ordinanza sindacale contingibile e urgente”, scrive Mangano. Di ordinanze con tale oggetto, però, non ne è stata pubblicata.

Mangano poi chiede di conoscere se esista un “regolare provvedimento amministrativo” (c’è quello di Messina Servizi, ma non da part del sindaco), se i pezzi di arredo urbano rimossi sono custoditi “in un apposito deposito per essere ricollocati subito dopo il passaggio della Vara oppure se sono stati conferiti in discarica”, quanti siano di proprietà dei commercianti e quanti invece fanno parte del patrimonio comunale, e soprattutto quanto è costata tutta l’operazione di rimozione.

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