Cambiamo Messina… dall’alto: lo spettacolo dello Stretto immortalato dal drone

La Falce e il centro storico, la litoranea e il Pilone, di giorno e di notte: sette scatti da prospettive inedite della città e delle sue bellezze più peculiari

 

MESSINA. Vista dall’alto sembra un piccolo Paradiso in terra, con un mare caraibico, scorci da cartolina, laghi, colline, un porto unico al mondo (che si affaccia su uno scenario altrettanto peculiare) e un centro storico che pare una grande bomboniera. È così che si presenta Messina negli scatti realizzati dal profilo Instagram “Cambiamo Messina dall’alto”, che posta sul popolare social network immagini della città ritratta dal cielo, grazie all’ausilio di un drone.

Le immagini, molto belle, mostrano l’incredibile location dello Stretto, immortalando le sue location più peculiari: La Falce e il Duomo, la litoranea e il Pilone, di giorno e di notte. Scatti ad alto livello di spettacolarità che il più delle volte stridono purtroppo con ciò che invece si vede da terra ad occhio nudo.

La prima foto è scattata “nell’estremo nord”, dove si incrociano i due mari e le due “litoranee”, quella della movida estiva, sulla destra, e quella di Mortelle e Tono a sinistra, separate da una piccola collina. È una delle tre “punte” da cui prende il nome l’antico toponimo della Sicilia (“Trinacria”): un luogo in cui la storia e il Mito si intrecciano e che potrebbe rappresentare il fiore all’occhiello dell’offerta turistica, se fosse adeguatamente valorizzata. La prospettiva, stavolta, è diversa: niente laghi e pilone, ma il “backstage”, la collina  di Faro superiore, Sperone e Serri in declivio verso il mare Tirreno.

 

 

 

La seconda mostra invece il centro storico osservato dagli occhi di un rapace che sorvola Montalto. A stupire, oltre ai colori del cielo e del mare, è la stessa conformazione urbana della città, con i suoi pendii, i luoghi di culto e i palazzi. Vista da qui, Messina sembra quasi un grande dipinto (malgrado qualche costruzione un po’ invasiva), con la falce che sembra volerla abbracciare.

 

 

 

Ci si sposta poi sulla litoranea, all’altezza di Pace, con la chiesa di Grotte in primo piano, la spiaggia adiacente al M’Ama con le tradizionali barchette colorate sull’arenile e le colline verdi alle spalle (in questo caso fortunatamente non troppo aggredite dal cemento). Lo scorcio, in questo caso, sembra fare capolino direttamente dalla costiera amalfitana, o da qualche borgo delle cinque terre.

 

 

 

La quarta immagine è invece più “conosciuta”, dato che immortala uno dei luoghi simbolo della città, Il Pilone, che dall’alto dei suoi 232 metri di altezza sovrasta il piccolo borgo di Torre  Faro, negli ultimi mesi al centro delle cronache, e delle polemiche, per la mancata tutela e valorizzazione del villaggio marinaro. A colpire lo sguardo in questo caso è l’estensione della spiaggia, che anno dopo anno muta e si trasforma seguendo il flusso delle correnti. Un organismo vivente, che sembra respirare al ritmo degli anni che passano.

 

 

 

Dai colori accesi del giorno si passa adesso alle tinte noir della sera, con uno scatto che mostra la città da centro-sud (la grande strada illuminata sulla sinistra è il Viale Europa). Particolare, in questo caso, è la “scacchiera” di palazzi che costeggia il viale San Martino, figlia del vecchio piano Borzì che ridisegnò la città in seguito al sisma del 1908.

 

 

La penultima immagine ritrae invece i Caraibi. No, non è vero. Siamo proprio nel bel mezzo dello Stretto, a due passi dalla litoranea di Pace (nei pressi del Blanco, per capirci), dove una piccola barca bianca si staglia dal verde smeraldo delle acque.

 

 

 

Chiudiamo con la Falce, che si mostra qui nella sua iconica “rotondità” e sembra avvolgere (e proteggere) il centro urbano, mentre una piccola imbarcazione disegna sulla superficie del mare una breve scia. In primo piano, oltre a piazza Antonello, sulla sinistra, svetta la Cattedrale con il suo campanile, che dà le spalle al mare. Uno scorcio suggestivo, e più ravvicinato, in cui iniziano tuttavia a intravedersi certe brutture non visibili dall’alto, come le tante soprelevazioni sui tetti dei palazzi.

 

 

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Giovanni
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Giovanni

Buongiorno, non per fare il saccente o il puntiglioso, ma la chiesa è di “Grotta” eil lido banco ricade a villaggio Pace e non a sant’agata, grazie

Giovanni
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Giovanni

E il lido Blanco.