Emergenza rifiuti, De Luca chiede i danni a Iacomelli (che lo querela)

Licenziato dopo il mese di spazzatura che ha soffocato Messina a novembre, l'ex direttore generale di MessinaServizi chiede 500mila euro di danni d'immagine. Il sindaco risponde rilanciando: 5 milioni per danni patrimoniali e non. Poi lo accusa di avere svolto un altro incarico. E iacomelli lo querela. Tutta la vicenda

 

MESSINA. La devastante emergenza rifiuti (un mese e mezzo tra ottobre e novembre) risale ormai a otto mesi fa, ma il clima tra l’ex direttore generale di MessinaServizi Aldo Iacomelli ed il sindaco di Messina Cateno De Luca è ancora rovente. A riaccendere il fuoco delle polemiche, sfociate ormai in battaglia legale, la notizia che il Tar ha accolto il ricorso dell’ex dg della partecipata che si occupa di rifiuti, e ha condannato Comune e MessinaServizi al pagamento delle spese. Cosa è successo?

Iacomelli ha proposto ricorso contro “l’ingiusto rifiuto del sindaco medesimo e del consiglio di amministrazione di MSBC di farmi prendere visione degli atti posti a base del mio licenziamento, condannando in solido il Comune di Messina e MSBC a pagare le spese processuali – spiega l’ex direttore generale – Il Tar Catania non ha fatto altro che sancire il mio diritto ad esaminare gli atti suddetti, al fine di potermi difendere dalle accuse, infondate ed infamanti, che il socio unico di MSBC e l’organo amministrativo di quest’ultima hanno posto a base del mio licenziamento”, conclude Iacomelli.

Un inciampo che a De Luca non è andato giù (mentre non si sono registrati commenti nè da parte dell’assessore all’Ambiente Dafne Musolino, nè del presidente di MessinaServizi Pippo Lombardo). “Non sarà l’accesso agli atti di indagine, a modificare la sostanza della vicenda in esame, anzi da tale accesso appariranno ancora più chiaramente le gravi responsabilità dell’ex D.G. nella crisi dei rifiuti, causata dall’inadempimento dello stesso ai suoi doveri contrattuali – scrive De Luca nel suo consueto post su Facebook – Tra questi inadempimenti mi preme mettere in evidenza soprattutto la negligenza del Direttore Generale per non avere dotato la Messina Servizi dei contratti di manutenzione necessari per la riparazione dei mezzi utilizzati per la raccolta con conseguente blocco di quasi tutti i mezzi nel novembre 2018, e la mancata individuazione degli obiettivi strategici per la gestione del servizio, consistente nella mancata approvazione del Piano Industriale”.

De Luca continua dunque ad addebitare esclusivamente a Iacomelli (unico a subire il licenziamento in un’azienda con circa 600 dipendenti, tra impiegati e governance) la responsabilità della crisi rifiuti che ha attanagliato la città otto mesi fa, ma va oltre, annunciando di voler chiedere i danni all’ex direttore generale: che già, spiega il sindaco, “ha presentato proprio in questi giorni una domanda per l’espletamento del tentativo di conciliazione giudiziale con la quale chiede la somma di 500mila euro per presunti danni da immagine e da reputazione sofferti a causa del suo licenziamento, oltre le somme che a suo parere gli sarebbero dovute per lo stipendio che non ha percepito e gli oneri riflessi”.

Alla richiesta di Iacomelli, De Luca risponde con i multipli: “Ho già incaricato l’assessore all’Ambiente ed al Contenzioso (Dafne Musolino, ndr) di presentare la Delibera di Giunta per affidare apposito incarico legale per proporre una domanda risarcitoria nei confronti di Aldo Iacomelli del valore non inferiore ad cinque milioni di euro: tali sono i danni patrimoniali e non patrimoniali, subiti dal Comune di Messina a causa della condotta pregiudizievole dell’ex DG”.

Finita qui? Nemmeno per idea. De Luca, infatti, cala il carico,rinfacciando a Iacomelli di “distogliere gran parte del suo tempo alla sua occupazione presso la MessinaServizi per svolgere un altro incarico per il quale non aveva alcuna espressa autorizzazione”. iacomelli, infatti, aveva un contratto con un’altra azienda (regolarmente autorizzato dal precedente amministratore unico di MessinaServizi, Beniamino Ginatempo), che il sindaco ha pesantemente stigmatizzato. “Iacomelli ha dichiarato di avere lavorato per la Sogesid S.p.A. circa 18 giorni al mese, emettendo fatture, regolarmente pagate dalla predetta società, di € 3.700,00 oltre IVA ogni mese. E contestualmente, negli stessi giorni, lavorava anche per la MessinaServizi percependo il relativo compenso, che dunque si sommava a quello erogato dalla Sogesid!  Dunque ogni mese Iacomelli percepiva € 7.411,60 lorde da MessinaServizi Bene Comune ed € 3.700,00 da Sogesid S.p.A., lavorando evidentemente in contemporanea per entrambe le società”, ha tuonato De Luca.

“L’autorizzazione che gli aveva rilasciato il precedente Amministratore Unico Ginatempo non riguardava espressamente un tale e gravoso incarico, ma faceva genericamente riferimento ad un’attività di lavoro autonomo da libero professionista, da prestare “solo ed esclusivamente fuori dall’orario di lavoro prestato come Direttore Generale alla MessinaServizi Bene Comune s.p.a.”, sostiene ancora il sindaco.

la risposta di Iacomelli? “Non intendo entrare nel merito delle deliranti esternazioni del sindaco De Luca (lo farà il Tribunale) e mi limito quindi a ribadire che ho agito al meglio delle mie capacità, dedicandomi con lealtà, passione e impegno costanti alla MessinaServizi – scrive Iacomelli – L’incarico era stato autorizzato dal precedente organo amministrativo di MSBC ed è ovvio che esso era quindi noto a tutti, trovandosi nel libro dei verbali dell’organo amministrativo della stessa MSBC. Dopo di che, lo svolgimento di tale incarico non ha minimamente influito sul lavoro che ho svolto in favore di MSBC, alla quale ho dedicato tutte le mie energie con massima abnegazione e professionalità.”, conclude

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