“Messina”, il gelato dello Stretto conquista l’Australia

Diciotto le gelaterie dall'altra parte del mondo che portano il nome della città grazie all'imprenditore Nick Palumbo. Che da bambino si innamorò della granita di Irrera offertagli da Nonno Carlo... La storia di un brand di successo

DODICI negozi a Sidney, tre a Melbourne, due nel Queensland e uno pure dall’altra parte dell’oceano, a Las Vegas. C’è un piccolo impero imprenditoriale che porta il nome di “Messina” e affonda le sue radici proprio in riva allo Stretto. Si tratta di una catena di gelaterie che secondo la guida Good Food propone “il cono più buono di tutta l’Australia”.

A fondarla, nel 2012, con l’apertura della prima gelateria di Darlinghurst, è stato Nick Palumbo, un 48enne nato nella terra dei canguri, figlio di genitori messinesi, che ha voluto portare dall’altra parte del mondo i dolci assaporati quando trascorreva le sue vacanze in riva allo Stretto. All’epoca era solo un bambino, eppure il gusto della granita della Gelateria Irrera offertagli da Nonno Carlo (a cui ha dedicato un gelato), messinese doc, non lo avrebbe mai più dimenticato. Al punto da decidere di intraprendere una sfida al contempo imprenditoriale e culinaria in una terra in cui il gelato più venduto è uno strano miscuglio di dieci sapori diversi. Tutto il contrario delle proposte di Palumbo, che unendo materie prime di qualità e sapori tradizionali, dalla nocciola alle mandorle, passando per il pistacchio, è riuscito a conquistare i palati australiani.  Il gelato, nelle gelaterie “Messina”,  è tutta un’altra cosa, almeno a giudicare dai 20 minuti di fila che tocca affrontare per assaggiarlo.

Ospite qualche tempo in un’edizione di Masterchef Australia, dove ha presentato la sua torta “Blackforest”, Nick ha un legame speciale con la terra dei suoi avi: guida una vespa rossa, parla in italoaustraliano, il suo dolce preferito è il tiramisù e ha deciso di tappezzare le pareti dei suoi negozi con delle coloratissime illustrazioni pop ambientate sullo Stretto, con tanto di falce, trinacria e ferribotti. L’omaggio più grande alla città dei nonni è tuttavia nella scelta nel brand, con il nome “Messina” cha fa capolino nelle insegne, nelle coppette e persino nelle confezioni del latte, prodotto in house.

 

 

 

 

 

 

 

 

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ElianaMariano Recent comment authors
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Mariano
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Mariano

Caro Giornalista.Visitato, ma adesso non sono più Messinesi….niente di che… preferisco la cremeria de luca di Luigi De Luca. Vero Messinese figlio di Messinesi. In attivo tutt oggi di persona in maniera artigianale. Nonché ambasciatore della granita messinese in Australia. Informatevi sulla differenza tra artigiani e industriali…saluti

Eliana
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Eliana

Vivo a Melbourne.. ho provato gelati molto buoni in giro per l’Australia ma il gelato da Messina nn è proprio quello che tanto è pubblicizzato in qst articolo..direi tutto il contrario!!