Sbaraccamento: il Governo dice “no” alla dichiarazione dello stato di emergenza

Bocciatura per il principale strumento per lo sbaraccamento: lo stato di emergenza, ai sensi della normativa vigente, può essere dichiarato al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali", è stato spiegato al sindaco De Luca, che aggiunge "SI al tavolo col ministero dell'Ambiente per risanare le aree"

 

MESSINA. Il Governo dice “no” allo stato di emergenza richiesto dal sindaco Cateno De Luca per lo sbaraccamento di Messina. Lo annuncia lo stesso De Luca nell’ormai tradizionale comunicazione su Facebook.

“Mi sono presentato stamattina al Dipartimento nazionale di protezione civile in via Ulpiano 11 (prossimità Cassazione) senza un preventivo appuntamento. I commessi mi hanno detto che non si riceve il pubblico senza appuntamento ed io ho ribadito che ero il Sindaco di Messina e che da troppo tempo attendevo una risposta insistendo ad essere ricevuto. Dopo 10 minuti mi hanno fatto salire al terzo piano, accompagnato dagli assessori Carlotta Previti e SalvatoreMondello, e siamo stati ricevuti dal capo dipartimento della protezione civile Angelo Borrelli, gran persone perbene ed altamente professionale”, racconta De Luca.

Poi spiega cosa è successo: “Ci siamo parlati con chiarezza. Borrelli ha affermato che lo stato di emergenza, ai sensi della normativa vigente, può essere dichiarato al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali, oppure per eventi connessi all’attività dell’uomo, che per intensità ed estensione devono essere fronteggiati con immediatezza di intervento con mezzi e poteri straordinari. Può essere dichiarato anche in caso di calamità naturali o gravi eventi all’estero ma comunque riferibile ad eventi non programmabili. Ciò non significa che non sia stato chiarito come le baracche di Messina non siano una condizione emergenziale ma, per la necessità di risanamento degli ambiti si poteva (e doveva!!!) intervenire con una programmazione ordinaria (visto il notevole lasso di tempo intercorso sino alla data odierna). Il lassismo e l’inerzia hanno determinato una condizione emergenziale che, a causa delle normative vigenti (L.225/92 e ss mm ed ii), non può essere trattato come evento emergenziale ma, che in realtà, è una condizione emergenziale non affrontabile dalle normative che disciplinano la protezione civile?, dichiara De Luca in una frase piuttosto contorta.

Poi il bicchiere mezzo pieno: “In tale contesto si possono invece ottenere i fondi dal ministero dell’ambiente per il risanamento ambientale cioè circa 50 milioni di euro ma per il resto ci deve pensare il comune e la regione siciliana oppure una legge speciale dello Stato. Nei prossimi giorni ci sarà notificata formalmente la decisone che mi è stata anticipata verbalmente oggi. La prossima settimana saranno avviate le procedure per definire presso il ministero dell’ambiente il tavolo tecnico per l’erogazione dei fondi inerenti l’emergenza ambientale”.

Poi la polemica: “Ancora attendo che la grande politica mi faccia avere notizie”, tuona De Luca, in riferimento con gli incontri, evidentemente infruttuosi, con la delegazione nazionale e regionale.

Quindi la dichiarazione d’intenti: “Ne prendo atto e vado avanti per la mia strada. Mi dispiace che abbiamo perso quasi un mese di tempo, ora pensiamo a recuperare assegnando i primi 600 alloggi (circa 500 già individuati sul mercato e 100 realizzati nell’ambito del risanamento)”.

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