Odissea secondo PalaGiustizia: è la volta del parcheggio “fosso” in via La Farina

L’amministrazione De Luca riceve l’ok della Conferenza permanente. La palla passa adesso al Ministero della Giustizia. Un progetto di 40 milioni di euro (a fronte dei 17 della caserma Scagliosi) per un edificio di nove piani e 13.000 metri quadri di superficie complessiva

 

MESSINA. Si cambia nuovamente, per l’ennesima volta, dopo circa due decenni dall’inizio di una lunga storia dai tratti paradossali che ha i suoi primi preamboli già del 1987. Il secondo PalaGiustizia, secondo le intenzioni della Giunta De Luca, potrebbe sorgere in via La Farina, nel luogo che adesso ospita il parcheggio “fosso”.

Il progetto, per cui si attende adesso il nulla osta del Ministero della Giustizia, ha già ricevuto l’ok parziale della conferenza permanente della Corte d’appello di Messina e prevede la creazione di un edificio composto da vari blocchi e con una superficie complessiva di 13.000 metri quadri. Nel dettaglio, la struttura sarò composta da un piano interrato e da nove piani fuori terra. Il costo? Circa 40 milioni, da ottenere in caso anche con la collaborazione di privati tramite un progetto di finanza. Una cifra comunque nettamente superiore ai 17 milioni stanziati ad oggi per il “vecchio” progetto” all’Ospedale militare sul Viale Europa, che ha avuto l’assenso di due Ministeri (Giustizia e Difesa) e del Demanio, che a febbraio del 2017 hanno siglato un protocollo d’intesa con il Comune. Il nuovo Palagiustizia dovrebbe “convogliare” in un’unica struttura i vari spazi per i quali adesso il comune spende circa 1,2 milioni di fitti passivi, oltre agli scantinati di Palazzo Piacentini.

Quella di via La Farina (con conseguente perdita del parcheggio) è l’ennesima location ipotizzata nel corso degli ultimi decenni, dopo quelle del Tirone (1987), della Casa dello Studente, dell’ex ospedale Margherita e delle aree militari dismesse della Caserma Zuccarello. Senza considerare la gara per l’acquisto di un immobile, bandita nel 2009 dall’amministrazione Buzzana, alla quale parteciparono la Gmc, la Neptunia (Gruppo Franza) e la Curia Arcivescovile, che sfociò con un ricorso al Tar e in un nulla di fatto. L’ultima svolta (anzi, la penultima) avviene poi nel 2014, quando il Comune di Messina propone la realizzazione di una sede presso il compendio di proprietà statale denominato ex ospedale militare di viale Europa, all’interno della caserma “Giuseppe Scagliosi” (35.000 metri quadri), nella quale allocare tutti gli uffici giudiziari, con relativo trasferimento del Dipartimento Militare di Medicina Legale nell’ex Polo logistico della Marina Militare di via Uberto Bonino. Il costo? Diciassette milioni per entrambe le strutture, di cui 4 per il polo logistico.

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CREDO CHE ADESSO OCCORRA UN INTERVENTO ANAC PER EVITARE IL SECONDO “SACCO” DOPO FIUMEDINISI!