Porto di Tremestieri, da oggi si parte coi lavori

Firmata la consegna tra comune di Messina, Autorità portuale e Coedmar, l'impresa che completerà l'opera. Ma si guarda al futuro: il sindaco Renato Accorinti "L'interfaccia naturale è Reggio Calabria"

 

MESSINA. Sono le 11.30 quando avviene ufficialmente la consegna dei lavori del porto di Tremestieri tra il comune di Messina, l’Autorità portuale e la Coedmar di Chioggia, l’impresa che tra un anno e mezzo ultimerà l’approdo a sud che libererà la città dal traffico gommato pesante.

E’ dall’aprile del 2006, dall’apertura della prima rada emergenziale, che Messina attendeva il completamento del porto di Tremestieri, che per una lunga serie di errori progettuali e sottovalutazioni tecniche, più che un sollievo è stato una spina nel fianco per i messinesi.

73,6 milioni in totale, 18 mesi di durata, cantieri con 80 lavoratori a regime più 50 dall’indotto: sono le cifre snocciolate da Sergio De Cola, assessore ai Lavori pubblici del comune di Messina. “E’ un’opera pubblica che realizza un’importantissima infrastruttura per la città e consente di candidarla sul mercato della logistica. Ha aspetti sociali e ambientali, con l’addio del traffico gommato dalla città, aumenta la sicurezza e viabilità e abbatte l’inquinamento acustico, ma ha anche valore urbanistico, perchè libera una porzione di fronte a mare nel centro cittadino”.

Che l’occasione sia di quelle importanti, lo testimonia il nutrito tavolo. Anche solo per una battuta, prendono tutti la parola; Donato Carlea, provveditore interregionale alle opere pubbliche, emozionato, afferma che “Questa è una base per sfruttare il mare mantenendo intatto il paesaggio, la storia e la cultura”.

C’è anche Antonino De Simone, presidente dell’Autorità portuale messinese: “Visti i tempi di realizzazione non credevo di essere ancora qui a Messina – esordisce con una battuta – togliamo di mezzo un problema che per cinque anni ho osservato e subìto, ma come Autorità portuale abbiamo messo tutto quello che potevamo in questi anni”. Poi una notizia: “Stiamo chiudendo anche per il pontile di Giammoro”.

Secondo il comandante della Capitaneria di Porto Nazzareno Laganà: “Il traffico aumenterà, ma è un bene, speriamo di far arrivare ancora più navi a solcare lo Stretto”.

Al segretario generale Antonio Le Donne (“Abbiamo dovuto far fronte con risorse non solo economiche straordinarie”) fa eco Orianna Boscolo, direttore tecnico di Coedmar (“Faremo del nostro meglio, nei tempi stabiliti”)

La chiusura è affidata al sindaco Renato Accorinti: “Ho sempre detto che se avessi dovuto fare anche solo una cosa in questi cinque anni, sarebbe stato il porto di Tremestieri. Ho visto morire una ragazza di vent’anni, abbiamo preso coscienza negli anni, col movimento no tir che all’inizio veniva deriso. Passeremo dalla situazione peggiore a quella migliore, ma attenzione, bisogna stare attenti ai cantieri, faremo tavoli in Prefettura. ” E alla rada San Francesco? “Decideremo: anche un porticciolo turistico, non abbiamo invidia verso chi ha le barche”.

Quindi il futuro “L’interfaccia naturale è Reggio, non Villa. Ma a Reggio non lo vogliono, e Villa è distrutta come Messina, C’è un progetto al quartiere Volano, a metà strada tra le due città? Facciamolo, parteciperemo anche noi.”

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