Messina, restaurato il “Coppedè” di via Garibaldi. O quel che ne resta

Portata a termine la riqualificazione dela facciata dell'edificio attribuito all'architetto fiorentino. Uno storico palazzo costruito dal 1915 al 1917 e stravolto nel corso degli anni da bombardamenti e sopraelevazioni (foto all'interno)

MESSINA. Sono terminati i lavori di recupero delle facciate dello storico (ma già riconfigurato e soprelevato) Palazzo del Granchio all’isolato 312 di via Garibaldi, all’incrocio con la via Cardines: un edificio in stile eclettico costruito dal dicembre 1915 al febbraio 1917. Riconoscibile dalle bifore e dall’inconfondibile granchio inserito nelle inferriate dei balconi, il palazzo, noto anche come Banco Cerruti,  è attribuito al grande architetto fiorentino Gino Coppedè, famoso in tutto lo Stivale soprattutto per il complesso di edifici nell’omonimo quartiere a Roma.

Si tratta di un edificio di forma triangolare con gli angoli arrotondati, le cui facciate erano in origine decorate con bifore ed elementi formali raffiguranti granchi, mascheroni prosopomorfi e graffiti, balaustre merlate e doccioni zoomorfi: un apparato decorativo che non esiste più dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

In origine il Palazzetto era caratterizzato da un grande formella con il Leone di S. Marco, anch´essa opera di Coppedè. Il grande bassorilievo cadrà poi in seguito ai bombardimenti della Seconda guerra mondiale. Sempre del dopoguerra è l’aggiunta del piano superiore, realizzato dall’ingegnere Giuseppe Mallandrino su richiesta di Francesco e Matilde Savoja vedova Galletti .

Nelle foto in basso i cambiamenti del palazzo nel corso del tempo:

 

 

 

 

 

 

 

 

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Che restauro di lettera”emme”