San Filippo del Mela, il governo vuole il termovalorizzatore. Ma Messina frena

Per la realizzazione del colosso si attende il parere della Soprintendenza dello Stretto, sollecitata negli scorsi giorni dal ministero dei Beni culturali. Ma il soprintendente avverte: "Seguiremo i tempi previsti dalla legge"
MESSINA – Per risolvere il caos rifiuti in tutta l’isola Palazzo Chigi ha una soluzione: realizzare il discusso termovalorizzatore a San Filippo del Mela. Da Roma sarebbe infatti pronto il via libera alla costruzione dell’unico impianto del genere in Sicilia, bypassando il piano in vigore nella Regione, varato dal governo Lombardo, e che esclude questo tipo di impianti. Per questo si prova a velocizzare l’iter, perlomeno quello della prima fase, ovvero dei pareri degli enti: il ministero dell’Ambiente la scorsa settimana ha dato parere favorevole al progetto della lombarda A2a, con questo manca solo un parere della soprintendenza di Messina. Parere che tre giorni fa è stato sollecitato dal ministero dei Beni culturali.
Ma è qui che il governo potrebbe incappare nello stop più deciso: “Non sono un dipendente del Ministero”, chiarisce subito il sovrintendente di Messina, Orazio Micali. E sottolinea: “La nota ci è arrivata due settimane fa circa e seguiremo le cronologie previste, compatibilmente con le scadenze dei procedimenti, ma nei tempi stabiliti”.

La sollecitazione di pochi giorni fa non sembra potrà avere, dunque, alcun effetto sulla Soprintendenza dello Stretto che lo scorso gennaio aveva già inviato una nota in cui chiedeva chiarimenti prima di potere esprimere parere, chiarimenti che non sono arrivati mai: “È una questione molto complessa e non ha bisogna di essere appesantita da ulteriori considerazioni – ha continuato Micali -, non sono sorpreso dalla nota arrivata due settimane fa senza prima aver riposto alle nostre richieste, mi limito a dire che ne prendo atto”. Nel procedimento sottoposto alla soprintendenza messinese lo scorso gennaio, c’erano, però, una serie di vulnus “che superavano le nostre competenze. Un procedimento reso poco chiaro dalla partecipazione di più soggetti – come alcuni interventi accompagnatori del Ministero che però territorialmente non è competente – alla determinazione che porta a formulare il parere, abbiamo dunque chiesto chiarimenti”, continua Miceli.

Il parere della Soprintendenza dello Stretto, arriverà, dunque, senza i chiarimenti che avevano richiesto da Messina e senza velocizzazione dei tempi previsti dalla legge. Ed è solo una prima fase di pareri che dovranno esprimere gli enti preposti e che contribuiranno alla valutazione della Commissione governativa sull’impatto ambientale per la realizzazione del termovalorizzatore di A2a. In una seconda fase si dovrà procedere alle autorizzazioni, fase che potrebbe presentare ulteriori complicazioni.

 

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