Lipari, i migranti sono 60 iracheni. Fra loro donne e bambini

Trovati questa mattina su una spiaggia, saranno trasferiti a Messina. Ancora nessuna traccia della barca a vela che li avrebbe condotti alle Eolie. Il sindaco Giorgianni: "Episodio eccezionale, non siamo nelle rotte degli scafisti"

LIPARI. Saranno trasferiti a Messina i migranti che questa mattina sono stati trovati sulla spiaggia dell’isola di Lipari. Tra di loro anche 16 donne e 14 bambini. Su un lembo di spiaggia nella parte più periferica dell’isola sarebbero giunti a bordo di una barca a vela che però non è stata ancora trovata.

La loro presenza è stata segnalata da pescatori e diportisti che hanno subito lanciato l’allarme. In tutto si tratta di una sessantina di persone, 49 sono stati trovati sulla spiaggia, poi ci sono altre 14 persone che apparterebbero allo stesso gruppo, che sono state rintracciate a Milazzo. Si tratterebbe di iracheni.

I migranti sono stati subito soccorsi, rifocillati e trasferiti al porto di Pignataro per essere imbarcati a bordo di una motovedetta verso Messina. Le attività di capitaneria di porto, carabinieri, guardia di finanza e polizia sono state coordinate dalla prefettura che ha subito messo in moto la macchina dell’accoglienza.

“E’ un episodio eccezionale , non siamo nella rotta degli scafisti”, dice il sindaco di Lipari Marco Giorgianni che respinge le polemiche apparse sui social e qualche malumore che si è sparso nell’isola alla notizia dello sbarco di questa mattina. Appena saputo dell’arrivo dei migranti si è messo in contatto con la prefettura. “In queste occasioni la prima domanda che occorreva farsi – prosegue – è come soccorrere queste persone e poi chiedersi se siamo in condizioni di ospitarli o meno. Non abbiamo strutture, luoghi adatti e non li possiamo ospitare, ma in questa fase una comunità deve adoperarsi al 100 per 100 per i soccorsi e poi occuparsi di altre questioni. Ho trovato fuori luogo le preoccupazioni emerse prima ancora di vedere di cosa stavamo parlando”. .“Ripeto è un fatto eccezionale, non siamo nei percorsi degli scafisti”.

 

 

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