MESSINA. Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di una commerciante messinese rivolta al sindaco Cateno De Luca sulla decisione di emanare un’ordinanza sindacale che impone misure più restrittive sulla chiusura delle attività commerciali: “Se i capi più in alto di lei non hanno ritenuto opportuno imporre un ulteriore lockdown consapevoli che possa essere distruttivo a livello economico, psicologico e morale, perché lei si è sentito in dovere di portarci al fallimento?”

Di seguito la lettera integrale:

 

Caro Sindaco sono una delle responsabili di un negozio di Messina che lei conosce abbastanza bene. Ha voluto a tutti i costi che l’accompagnassi nella sua candidatura, ricorda? Forse perché credeva nelle mie capacità, come io credevo nelle sue, ma evidentemente ho riposto fin troppa fiducia.

Da giorno 11 gennaio la mia attività commerciale, così come per tanti altri, rimarrà chiusa per ulteriori tre settimane, dopo essere stata chiusa 70 giorni, da marzo a giugno, e altri 10 giorni per le festività natalizie come disposizioni del DPCM.

Lei sa con quanta fatica e sacrifici sono riuscita a rialzare e portare avanti la mia attività? Sicuramente no se ha deciso di mettere su questa ordinanza. La condizione di scontro e di sopravvivenza verso questa pandemia non è solo Messina a viverla. Se i capi più in alto di lei non hanno ritenuto opportuno imporre un ulteriore lockdown consapevoli che possa essere distruttivo a livello economico, psicologico e morale, perché lei si è sentito in dovere di portarci al fallimento? In una delle sue tante dirette plateali in cui esponeva la sua nuova ordinanza, ha dichiarato di assumersi le responsabilità di questa sua decisione. Allora sa cosa? Si assuma la responsabilità di mettersi a carico affitti, assegni, bonifici di tutte le attività.

Ha preso la sua decisione senza fare almeno un tavolo di confronto con tutti noi commercianti che a livello economico siamo quelli che stanno pagando il prezzo più caro.

In base a quanto da lei promesso, i soli aiuti che puoi garantirci sono: esonero del pagamento di bollette di acqua e spazzatura. Quanto pensa possa pagare in un anno un piccolo negozio di Messina per queste spese? Questo, a mio modesto parere, non é un aiuto, ma un’elemosina e personalmente, in questo momento, della sua compassione e delle sue elemosine ci faccio ben poco.

È stato bello assistere all’accensione dell’albero di Natale a piazza Cairoli, li essendo una cosa che però evidentemente riguardava un suo operato, non si sarà accorto dell’assembramento creato, come anche la manifestazione contro le decisioni del governo a piazza municipio, era talmente tanto preso dal discorso da non notare le fin troppe persone che aveva intorno.

Il problema a quanto pare sono le persone che vengono a comprare nei negozi, che si siedono a farsi un pranzo in un ristorante o che si bevono un caffè al bar. Questa é stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso mio caro sindaco. Dopo queste tre settimane, saluta le attività commerciali perché non ne esisteranno più e chi troverà la forza di rialzarsi non dovrà dire grazie a lei.

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Marcello
Marcello
11 Gennaio 2021 12:13

Brava belle parole condividiamo tutti il signor sindaco sceriffo non può trattarci così se non è capace torni al suo bel paesino…

Emilio
Emilio
11 Gennaio 2021 14:35

Purtroppo ne pagheremo le conseguenza sia voi commercianti, sia chi lavorava in nero siano che ha lo stipendio, ma invece di continuare a scrivere sulla sabbia ci si organizzi in maniera seria, compatta e militare e si rivendichi la nostra libertà.