MESSINA. Cominceranno domani gli interrogatori dell’operazione Shuttle che ha stroncato un traffico di droga proveniente dalla Puglia. Condotta dalla Guardia di Finanza, l’operazione ha scoperto i viaggi finalizzati all’acquisto di stupefacenti che da Bari erano destinati al mercato locale dello spaccio (qui tutti i dettagli).

“Leader indiscussa e promotrice del sodalizio – scrive il gip Daniela Urbani nell’ordinanza che ha portato a nove arresti, tre in carcere e sei ai domiciliari – è senza dubbio Cambria Giacoma. La donna ha concertato l’attuazione dei programmi operativi della consorteria, provvedendo anche alla gestione della contabilità ed agli incontri con i fornitori, nonché alla distribuzione degli introiti, agendo sempre in posizione di supremazia gerarchica nei confronti degli altri sodali”.

All’associazione avrebbero dato un contributo anche Giovanni Cambria, Michele Cambria e Grazia Leo, “i  quali – scrive ancora il gip – hanno costituito per il sodalizio stabili punti di riferimento per l’acquisto e la successiva commercializzazione dello stupefacente”. “Le emergenze probatorie – prosegue ancora il gip – hanno evidenziato un rapporto di mutua assistenza tra gli stessi, fra di loro legati, oltre che da rapporti di parentela, dall’interesse comune alla diffusione della droga sul mercato quale scopo dell’organizzazione  di appartenenza e non una mera occasionale attività di spaccio di stupefacenti”.

Sono le intercettazioni a dare un contributo importate alle indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, diretto dal tenente colonnello Jonathan Pace. Nelle conversazioni emerge il timore di essere scoperti ed arrestati ma anche di non poter restituire i soldi agli eventuali finanziatori. La mattina del 25 maggio 2015 i finanzieri registrano una conversazione; a parlare è Giovanni Cambria: “Giacoma parla parla… che ne sai che questi soldi li prendi subito o non li prendi… Metti caso, facciamo le corna…mi arrestano…come c…glieli do questi altri? Vero? Lei parla …  un conto è che sono soldi tuoi  e vaff … Non è per fare l’uccello del malaugurio…ma è una cosa sempre a forte rischio… Sempre a forte rischio… una soffiata… i cani (unità cinofile), una stupidaggine…no?”

Un’altra conversazione considerata significativa dal gip è quella registrata dalla Guardia di Finanza la notte tra il 20 ed il 21 maggio 2016, nel corso della quale Salvatore Papale informa la Cambria di aver avuto un contatto con un tale ma che non c’era accordo sul prezzo. Il gip ricostruisce la conversazione:  “la cosa” dice “ci poteva essere l’altra …però volevano assai” e dovevano andare dall’altra parte, dall’altra parte a prendersela l’erba a 4 euro…e la stessa cosa quella bianca…dice “puoi trovare 40/42…però te la portano qua…però scarsotta”. La Cambria si mostrava subito contraria a comprare la cocaina scarsa (“no!”). Nel proseguo della conversazione rivela di aver mandato un cliente da una persona che però aveva droga di scarsa qualità: “gli ho detto io prenditela da lui perché io – gli ho detto – ancora non ce l’ho, e gliel’ha passata… a 60… ma scarsa!”. “…50 grammi ne volevano! Dice “se era a 50 non la poteva fare…che c…..la facciamo a fare…per guadagnare gabbie di c… ? Vale la pena?”

Gli arrestati sono difesi dagli avvocati Nino Cacia e Salvatore Silvestro.

 

 

 

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