MESSINA. «Un clima di pesante intimidazione e di attentato alle regole di democrazia che si sta verificando in città da quando è in carica il sindaco De Luca». La denuncia proviene da Ivan Tripodi, segretario provinciale della Uil di Messina che, nel corso di una conferenza stampa questa mattina, ha raccontato quanto accaduto a Paolo Frigione, un autista dell’ATM, che «per aver commentato un post su Facebook di una amica del sindaco nonché amica della Fenapi – ha raccontato – è stato sospeso per quindi giorni dal servizio».

Due settimane senza stipendio per il dipendente che stava esprimendo pubblicamente i suoi dubbi riguardo l’esternalizzazione del servizio di soccorso dei mezzi affidato dall’Atm a una ditta esterna senza una evidenza pubblica. «L’autista è stato sospeso sulla base di un decreto regio di epoca fascista del 1931», ha spiegato Tripodi. Ma non è soltanto questa la denuncia posta dal sindacalista riguardo i tentativi di imbavagliare il dissenso.

«Nel mese di novembre tre lavoratori esternalizzati dall’AMAM che si occupavano della lettura dei contatori hanno aderito alla Uil – ha aggiunto Tripodi – e sono stati licenziati per “motivi economici”. Gli altri quattro, dei sette incaricati a svolgere questo servizio, si erano già cancellati dal nostro sindacato e non hanno avuto nessun problema. Nessuna prova che ci sia un legame, ma la coincidenza è evidente». La preoccupazione, quindi, è che in futuro i lavoratori possano rischiare, ancora, ripercussioni per motivi similari. «Noi non ci facciamo intimidire e non siamo i curati di provincia che porgono l’altra guancia – ha chiosato Tripodi – Non ci spaventiamo di un personaggio che viene dal Nisi, e lo abbiamo già querelato. Ci preoccupa un clima in cui nessuno ha il coraggio di difendere il bene supremo della democrazia e la possibilità di dissentire. Sono tentativi di imbavagliare la Uil».

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