MESSINA. Fa discutere, in Consiglio comunale, l’avviso alla cittadinanza emanato dall’Amministrazione che impone ai proprietari di barche, natanti e relitti di rimuovere le imbarcazioni entro il prossimo 15 aprile in caso di assenza di provvedimento autorizzativo. A chiedere lumi al sindaco Cateno De Luca sono Nino Interdonato e Nello Pergolizzi, firmatari di due interrogazioni sullo stesso tema.

Il primo, pur condividendo il contenuto dell’avviso, esprime le sue perplessità su modalità (assenza di concertazione) e tempi, chiedendo al primo cittadino se sia prevista l’individuazione di specifiche aree, nelle more di redazione del Pudm, dove i natati in oggetto possano stazionare, provvisti di tutti i provvedimenti autorizzativi del caso, “al fine di salvaguardare la tradizione storica della pesca messinese amatoriale”. «Decorsi i 20 giorni di tempo previsti per la risposta scritta  senza ottenere risposta – scrive Interdonato – gli interroganti trasmetteranno la documentazione al competente Ass. Regionale agli Enti Locali».

Più o meno dello stesso tenore l’interrogazione del consigliere di Libera Me, che pone l’attenzione sulla preoccupazione e il disagio dei proprietari delle imbarcazioni, “i quali lamentano che in tempi così ridotti non sarà possibile trovare una nuova sistemazione, anche per l’insufficienza degli spazi nei pochi ricoveri disponibili”.

Per Pergolizzi risulta necessario trovare una soluzione temporanea al fine di poter spostare le barche in aree limitrofe preventivamente individuate dall’Amministrazione, “esentando i diportisti dal pagamento di ingenti somme per il ricovero delle stesse”.  «L’amministrazione comunale – scrive – ha il dovere di intervenire per gestire le problematiche che investono centinaia di nostri concittadini, impegnandosi a trovare una soluzione transitoria al problema, individuando una collocazione temporanea per le barche di coloro che non riusciranno a trovare una giusta soluzione alla problematica».

Fra le richieste del consigliere anche l’ipotesi di posticipare la decorrenza del provvedimento, “evitando così la rimozione complessiva di un numero così consistente di natanti”,

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