MESSINA. Non è affatto vero che sia stata la Regione ad indicare le modalità di erogazione dei contributi (statali e regionali) per affitti e utenze di acqua, luce e gas che il comune di Messina rimborserà a chi le ha già pagate. Lo spiega la dirigente dell’assessorato alla Famiglia Felicia Guastella, in una circolare inviata al comune di Messina, in cui si puntualizzano i passaggi e si smentisce, senza mai citarla direttamente, ma rifacendosi a notizie apprese da “organi di stampa”, la nota rilasciata dall’assessore ai fondi extra bilancio Carlotta Previti, che aveva spiegato che la scelta di Palazzo Zanca di ricorrere al rimborso, quindi dopo aver pagato le bollette e non con contributi per pagarle, era una scelta obbligata dalle norme.

“Si ritiene necessario chiarire che la circolare numero 1 del 1 aprile 2020, che consente ai distretti sociosanitari di utilizzare, con procedure semplificate, eventuali disponibilità del Fondo nazionale per le politiche sociali (Piani di zona 2013-2015 e implementazione 2013-2015, nonché piani di zona precedenti), non fornisce indicazioni sulle modalità da seguire per l’erogazione degli interventi economici a copertura delle spese familiari sopra indicate, ma riporta esclusivamente i requisiti dei possibili destinatari, con l’obiettivo di raggiungere prioritariamente le persone prive di reddito”, recita la circolare della dirigente.

Carlotta Previti, nella sua nota, aveva spiegato invece che “l’attività di rendicontazione e di monitoraggio, è una delle | 2 pre-condizioni per l’erogazione di ogni finanziamento pubblico”, e che “l’erogazione diretta di contributi nei confronti dei soggetti aventi diritto risulta in contrasto con le disposizioni normative in materia di contributi pubblici siano essi di fonte comunale, regionale, nazionale o europea”.

E invece secondo l’assessorato regionale, la scelta ricade solo ed esclusivamente sul distretto socio-sanitario 26, di cui Messina è comune capofila: secondo la regione, quindi, quella di rimborsare la spesa e non dare un contributo per affrontarla è quindi una decisione di Palazzo Zanca e degli altri comuni del distretto (Milazzo, che non ne fa parte, ha scelto la strada del contributo e non del rimborso).

Le modalità operative riguardanti dunque l’erogazione delle somme destinate alle persone famiglie in condizioni di disagio economico, rientrano nelle scelte assunte dal distretto sociosanitario, che dovrà individuare percorsi amministrativi compatibili con lo stato di disagio del target a cui sono rivolti gli interventi”, ribadisce Felicia Guastella.

La circostanza era stata già segnalata sia dal circolo Peppino Impastato di Rifondazione Comunista che da CittadinanzAttiva, che in un comunicato ribadisce che “Ad oggi “l’avviso per le utenze” è scaduto e molte famiglie hanno rinunciato a parteciparvi perché evidentemente non erano nelle condizioni economiche per anticipare le somme necessarie. Inoltre circa 3 mila concittadini, beneficiari del rimborso, non hanno ricevuto ancora l’accredito”. Il bando per il rimborso delle utenze risale addirittura a fine aprile.

 

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