MESSINA. Era stato appaltato nel 2008 dall’allora sindaco Giuseppe Buzzanca e dal suo assessore alla Cultura Giovanni Ardizzone, freschissimo di elezione, ha visto la luce nel 2020: il catalogo della Gamm, la galleria d’arte moderna e contemporanea di Messina, ospitata al secondo piano del Palacultura, è finalmente stato pubblicato.

Il catalogo iniziò con un mandato a Giovanna Famà (allora dirigente alla Soprintendenza, oggi è al MuMe) di realizzare un catalogo delle opere. Per una serie di vicissitudini burocratiche il progetto si blocca prima ancora di partire, nonostante Giovanna Famà avesse iniziato a lavorarci (a titolo gratuito).

L’assessore alla Cultura di Renato Accorinti, Federico Alagna, riesce a sbloccare delle risorse nel 2017 con il funzionario degli ex Programmi complessi Giacomo Villari per i costi vivi di produzione. Per realizzare il catalogo si è di fatto compiuto il primo censimento complessivo della GAMM, incluse le opere non esposte, quelle al teatro Vittorio Emanuele e quelle esposte in altre sale istituzionali del Comune, che fanno tutte parte del patrimonio della galleria del Palacultura.

Questo censimento sarebbe dovuto servire, oltre che a ovvie questioni di gestione attenta e trasparente del patrimonio dell’ente, anche per fare la delibera per la valorizzazione della GAMM, con un comitato scientifico che potesse finalmente curare l’esposizione e ruotare le opere, per realizzare un protocollo d’intesa con il Vittorio Emanuele per normare l’esposizione delle opere al teatro e per dare un riconoscimento meritato agli artisti che negli anni hanno donato le opere alla GAMM.

 

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