Il professore Enrico Gringeri

 

PADOVA. Nel nome del figlio. Un trapianto di fegato dal padre per il piccolo in fin di vita. Nemmeno un anno dalla nascita e già mostra una patologia che lo mette a rischio di sopravvivenza. Atresia biliare, un’ostruzione alle vie biliari che impedisce il corretto funzionamento del fegato che va in stasi.

Il piccolo non può sopravvivere senza un trapianto e a Padova optano per la donazione da “vivo”, dopo vent’anni dall’ultima operazione del genere a Padova, il pezzo di fegato trapiantato proverrà da un uomo vivo: il padre del piccolo.

Operazione fatta nel 2017, ora sia il piccolo che il padre stanno bene.

Un lieto fine che si deve all’equipe del Centro di chirurgia epatobiliare dell’Azienda ospedaliera di Padova diretto dal professore Umberto Cillo. Equipe nella quale spicca la presenza di un messinese.

Si tratta di Enrico Gringeri, messinese doc, professore associato all’Università di Padova dove si è trasferito a metà della sua formazione universitaria.

Qualche tempo fa aveva commosso tutto il Paese lo sfogo su Facebook di Gringeri, dopo aver atteso inutilmente il fegato da trapiantare in una bimba. Il dolore del chirurgo sfogato in un post fu ripreso dalla stampa locale e poi da quella nazionale.

Il chirurgo messinese è da tempo impegnato nella sensibilizzazione della popolazione verso la donazione degli organi.

A tal proposito Letteraemme lo ha intervistato un anno fa, intervista che potete leggere qui.

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