MESSINA. Due rinvii a giudizio per la morte di Veronica Tedesco, una donna di 32 anni stroncata da uno shock anafilattico dopo l’anestesia locale per sottoporsi all’estrazione di un dente. È quanto deciso dal gup Simona Finocchiaro, che ha rinviato a giudizio per omicidio colposo un odontoiatra ed un anestesista.

Il 25 maggio 2016 la donna si era recata nello studio del dentista per l’estrazione di un dente, un intervento che richiedeva l’anestesia locale. Ad attenderla in sala d’aspetto il marito ed il padre, che l’avevano accompagnata. A seguito della somministrazione dell’anestetico locale, la donna fu colta da uno shock anafilattico che non le lasciò scampo.

La triste vicenda è stata al centro dell’udienza preliminare presieduta dal gup Simona Finocchiaro che ha rinviato a giudizio all’8 luglio prossimo davanti al giudice monocratico Girolamo Antonio Sidoti Pinto, odontoiatra e Giuseppe Guzzo, medico in anestesia e rianimazione all’epoca specializzando.

Secondo l’accusa, sottovalutando la gravità della reazione anafilattica, avrebbero ritardato nel chiedere l’intervento del 118. L’inchiesta ha concluso che per soccorre la donna le fu praticato un massaggio cardiaco e somministrate cinque fiale di “efedrina”, un farmaco che, per l’accusa, sarebbe stato inefficace a contrastare le reazioni anafilattiche. Sempre secondo l’accusa, la donna fu intubata e le fu somministrata l’adrenalina da un altro medico, giunto quando ormai le sue condizioni erano irreversibili. Anche il personale del 118 intervenne senza poter dare alcun contributo potendo solo constatare il decesso.

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