Riceviamo e pubblichiamo due contributi, a cura di Luigi Ferlazzo Natoli e Teresa Pugliatti, in ricordo dell’editore e operatore culturale Michele Intilla, scomparso di recente. 

Di seguito il il testo dello scrittore e saggista e a seguire quello della storica dell’arte.

«La scomparsa di Michele Intilla, nato a Caltanissetta, ma messinese di adozione, avendo vissuto e operato a Messina sin dagli ultimi tempi della Libreria D’Anna, lascia certamente un vuoto incolmabile e si spera che l’attività editoriale e culturale, condotta da lui con passione e totale impegno possa essere proseguita dalle figlie.

Michele Intilla ha vissuto uno dei periodi più fertili per la cultura messinese. Giunto a Messina, e credibilmente con l’intenzione di restarvi, in un primo momento rilevava la vecchia Libreria D’Anna, ormai in disuso. Ciò, come ricorda la figlia Daniela, suscitava il sospetto di Antonio Saitta e degli intellettuali frequentatori della Libreria dell’OSPE, nei confronti di questo giovane outsider venuto da Caltanissetta con intenzioni che apparivano loro competitive. Tuttavia, il giovane si presentò subito a loro con rispetto e addirittura li invitò  a partecipare alla gestione della Libreria D’Anna. In seguito, non solo divenne amico dell’OSPE, ma concepì, come ricorda ancora la figlia, una devota ammirazione per il professore Pugliatti che faceva parte di quel cenacolo. In breve,  dopo la scomparsa di quei prestigiosi intellettuali e la chiusura della  “gloriosa “ libreria dell’OSPE, egli riuscì, quasi sommessamente, e direi con umiltà, a colmare quel vuoto, non solo da libraio, ma anche organizzando e ospitando mostre di giovani artisti messinesi.

I rapporti intrattenuti da Intilla con l’Università di Messina sono stati decisivi per le sue pubblicazioni più prestigiose, come le Collane storiche e  le pubblicazioni monografiche di singoli studiosi, come Trasselli, Pispisa e Tramontana, spesso anche direttori di Collana.

Da autore che ha avuto la fortuna di pubblicare nelle sue Collane, e da vecchio docente di Diritto tributario, io stesso posso dire che Intilla è stato uno degli editori più colti e impegnati che abbia mai conosciuto. E non ha battuto ciglio neppure quando gli ho proposto una Collana di studi economico-giuridici e finanziari, o quando ho pensato di pubblicare una raccolta di Scritti di Diritto tributario del grande maestro Salvatore Pugliatti.

Ma la sua opera forse più importante – e certamente quella che denota la sua dedizione alla cultura e alla storia messinese- è la ristampa, nel  1991, della Iconologia della gloriosa Vergine Madre di Dio Maria protettrice di Messina, il testo cioè del 1644 di Placido Samperi, ovvero un testo miliare della storia religiosa di Messina, che fino ad allora era rimasto sconosciuto o meglio era noto solo a pochi studiosi del settore. Ed ecco che Intilla, con intelligenza, per la pubblicazione di questo testo impegnò appunto gli studiosi di storia messinese che erano più adatti a curarne la parte filologica: Giuseppe Lipari, Enrico Pispisa e Giovanni Molonia.

Va detto infine che le sue pubblicazioni sono state sempre curate anche sotto il profilo estetico, tanto che spesso le copertine venivano su sua richiesta disegnate dai giovani artisti che egli, anche così valorizzava oltre che, come dirò, organizzando e ospitando le loro mostre.

Quindi, editore e, come dicevo, operatore culturale,  tramite la sua “Libreria dello Stretto”, sita in via Garibaldi, prima presso il Teatro Vittorio Emanuele, come deposito di libri, poi, sempre in via Garibaldi ma più in alto dopo  la Prefettura,  nella quale creò  l’associazione culturale “La Palazzata” che ospitò le mostre d’arte.

Ricordo che tra i suoi collaboratori c’era anche il pittore Piero Serboli, uno dei più frequenti autori delle copertine.

Numerose presentazioni dei libri del sottoscritto, sia di saggistica che di diritto, presentano le copertine d’artista volute da Intilla.

Infine, la sua attenzione all’arte e agli artisti messinesi è attestata dal volume Arte contemporanea a Messina (1980-1997), pubblicato nel 2009 nel quale volle raccogliere tutte le recensioni alle mostre fatte da me, aggiungendovi i Profili degli artisti  tracciati da Teresa Pugliatti. Mentre in  copertina è riprodotta la mano del giovane pittore Pietro Mantilla.

Insomma, per l’impegno profuso nel settore editoriale e culturale, Michele Intilla deve essere annoverato tra i cittadini più illustri della nostra città».

Luigi Ferlazzo Natoli (scrittore e saggista, già preside della Facoltà di Economia dell’Università di Messina)

 

«Concordo con quanto scritto da Ferlazzo Natoli su Intilla editore e animatore culturale, ma voglio aggiungere alcune parole sulle sue personali qualità umane. Ricordo la sua delicatezza nel non prevaricare che lo portava piuttosto ad ascoltare. Ciò che va soprattutto rilevato è come  il suo obiettivo principale fosse quello di evidenziare i valori altrui, a costo di lasciare se stesso in ombra. Inoltre, la sua onestà culturale lo portava ad essere prima che un editore uno stimolatore di cultura: infatti, l’idea dalla quale nascevano le sue pubblicazioni era quella di evidenziare opere e autori che andavano valorizzati. Ed è infine da ricordare la sua riservatezza con la quale svolgeva quasi in  silenzio e senza alcuna ostentazione, la sua intensa e appassionata attività».

Teresa Pugliatti (Storica dell’Arte, già ordinario di Storia dell’Arte presso l’Università di Palermo)

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