MESSINA. Senza mai nominarlo, l’Arcivescovo di Messina ha lanciato questa mattina un messaggio chiaro e diretto al sindaco Cateno De Luca, finito nella bufera a causa dello “slogan” diffuso ieri dagli altoparlanti (Iò rrustu a casa pi cazzi mei“), associato tra l’atro agli auguri di Pasqua.

«Cerchiamo tutti quanti di avere tanta attenzione per questi soggetti (anziani e bambini, nde) e per i nostri fratelli, che sono i più fragili. Vanno tutelati con la carezza e l’attenzione di cui sa usare linguaggi appropriati, non sprovveduti. In città se ne sentono parecchi, è una vergogna. È una vergogna. Dovrebbe pentirsi pubblicamente chi pubblicamente va veicolando linguaggio turpe. Non possono neanche augurare la Pasqua ai cittadini le persone che sono volgari nel loro linguaggio. Non sono seccato ma fortemente amareggiato, perché il popolo di Messina non merita questo tipo di insulti».

Una circostanza, quello del messaggio del sindaco, stigmatizzata da molto e che ieri è stata oggetto di due esposti, uno da parte di due avvocati e alcuni cittadini, un altro da parte del garante per l’infanzia del comune di Messina Angelo Fabio Costantino

 

 

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