MESSINA. Dagli alloggi per gli sbaraccati a quelli per gli studenti. L’hotel Riviera, storico residuato di acquisizioni “allegre” della prima repubblica (è proprietà della Città metropolitana, ex Provincia regionale), sarà acquistato dall’Università di Messina, che ha fatto un’offerta di tre milioni e mezzo di euro per l’intero stabile per adibirlo ad alloggi per gli studenti.

L’albergo è salito alle cronache per l’intenzione da parte del sindaco di Messina Cateno De Luca, nel tardo 2019, di acquistarlo e costruirci appartamenti per le famiglie delle aree sbaraccate: un’operazione dai costi assurdi, poi arenata senza mai essersi concretizzata. All’epoca, la Città metropolitana aveva emanato un bando con base d’asta 11 milioni, che ovviamente era andato deserto, sperando che la vendita all’incanto che del successivo 31 dicembre avesse maggior successo. Non l’ha avuto, e si è arrivati alla soluzione di trasferire la proprietà all’Istituto autonomo case popolari.

In tutto questo, negli anni l’albergo, o meglio quello che ne rimane, ha visto crollare il suo valore: acquistato nel 1991 dalla allora Provincia regionale per trenta miliardi di lire (grossomodo 15 milioni di euro), nel 2016 era stato aggiudicato dopo un bando con valore di 7,6 milioni di euro (anche questo, mai concretizzato), e oggi l’ateneo messinese è disposto a pagare tre milioni e mezzo di euro: quasi cinque volte in meno di quanto costò acquistarlo trent’anni fa.

Quello del Riviera, se dovesse concretizzarsi (ma non sembrano esserci grossi motivi ostativi), è il secondo acquisto ” di peso” dell’Università nell’ultimo anno. nell’estate del 2020, infatti, l’Ateneo ha rilevato la proprietà del palazzo della ex Banca d’Italia per sei milioni e mezzo di euro.

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