MESSINA. Si è svolto venerdì 29 Giugno, a Castane delle Furie, l’incontro “Gestione fauna selvatica: salvaguardia della biodiversità dell’ambiente, prevenzione delle malattie trasmissibili all’uomo e sicurezza alimentare”, presso la “Società operaia agricola di mutuo soccorso”, l’unica in tutta la provincia di Messina.

Il convegno, organizzato al fine di sensibilizzare i cacciatori a portare sotto controllo la selvaggina abbattuta, ha avuto inizio con i saluti del vice presidente della Società operaia di Castanea, Nino Oliva, che ha portato i saluti anche del presidente Carlo Rizzo.

Successivamente, ha preso la parola il dottore Vincenzo Di Marco Lo Presti, direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia di Barcellona Pozzo di Gotto, che ha parlato della fauna selvatica e di quanto la saluta di questa sia correlata a quella umana. Per questo, oggi la legge obbliga ogni cacciatore a sottoporre gli animali catturati a dei controlli sanitari, evitando patologie contagiose.

Ma come può venire contagiato un animale? Dall’ambiente circostante, da una errata trattazione che non rispetta la normativa nella fase di trasporto o di controllo, oppure a causa delle cartucce dei fucili o alla ferita aperta dopo essere stato colpito. Di questo, ne ha parlato, invece, il professore Antonio Panebianco, direttore del Dipartimento Scienze Veterinarie di Messina.

Purtroppo, molti cacciatori si affidano all’istinto pur di non pagare i controlli. Questo il problema che invece ha affrontato la dottoressa Ylenia Signorino, dirigente provinciale dell’ Azienda Forestale Demaniale di Messina. La soluzione, sostiene la dottoressa, sarebbe di aprire dei nuovi centri di controllo per facilitare il cacciatore, che deve avere come sua principale filosofia il rispetto dell’ambiente.

Ma affinché il cacciatore sappia comportarsi deve essere preparato e per questo l’Asp sta organizzando dei corsi di formazione a cui dovranno partecipare tutti i caposquadra delle battute di caccia. Di questo, invece, ne ha parlato il dottore Nino Calabrò, veterinario dirigente dell’Asp Messina, che ha accompagnato il dirigente Giovanni Cavallaro. Inoltre, l’Asp è attualmente l’unica istituzione certificata per il controllo delle carni e per questo invita i cacciatori a fare i necessari controlli:  “Siamo a vostra completa disponibilità”.

Infine, è intervenuto il dottore Nicola Barbera, presidente dell’Ordine medici veterinari di Messina, che ha sottolineato l’importanza del medico veterinario nella salvaguardia degli animali selvatici, invitando i cacciatori a fare delle scelte responsabili per non rendere inutile il loro lavoro, in quanto sono sempre dalla parte dei cittadini nel bene di tutti: “Il controllo del veterinario non è una persecuzione ma un aiuto”.

A conclusione dell’evento, ha porto i propri saluti e quelli del direttore generale dell’Asp Gaetano Sirna, il dottore Sindoni, che ha anticipato l’attuazione di un protocollo che permetterà ai cacciatori di avere un rapporto diretto con i centri di controllo.

Il dibattito è stato moderato dalla giornalista della Rtp Marina Bottari. A conclusione vi è stata una degustazione di prodotti a base di cinghiale.

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