MESSINA. Ancora posticipato l’inizio dei lavori per la rimozione della frana che, ormai da tre mesi, occupa oltre la metà della carreggiata a Reginella, poco prima di Portella Castanea. Il motivo? E’ stata richiesta una relazione geofisica e un calcolo di sostegno e verifica del pendio del muro, in quanto il terreno ricade in una zona di interesse ambientale. Sono quindi necessarie le autorizzazioni del Genio civile e della Regione.

Proprio due mesi fa l’ingegnere Antonio Amato del Comune di Messina aveva raccontato in un intervista per “Lettera Emme” che il progetto sarebbe stato pronto per il mese di febbraio, prospettiva basata solo su una relazione geologica del 2000.

A quanto pare, però, dal 2008 non è più sufficiente perché è necessaria anche una relazione geofisica da presentare alla Regione Sicilia per ottenere la Vas (valutazione ambientale strategica). Pertanto, serve il nulla osta per procedere con la gara d’appalto e affidare alla ditta vincitrice le operazioni. Dello studio geofisico se ne sta occupando il geologo Sebastiano Monaco.

Il Comune di Messina sta, inoltre, provvedendo alla stesura dei calcoli di sostegno e verifica del pendio riguardanti il muro in cemento armato che verrà edificato sulla parete per bloccare eventuali frane future, documento che si spera di consegnare la settimana prossima al Genio civile.

La frana risale al 20 dicembre e da ormai tre mesi impedisce ai veicoli di scendere sul tratto di strada che va da Portella Castanea a Reginella, dirottando il transito verso le Quattro Strade, deviazione che viene rispettata solo dai bus, mentre gli automobilisti, infrangendo il divieto, rischiano incidenti ogni giorno.

“L’idea dei semafori è già stata sperimentata in diverse zone di Messina, l’ultima a San Filippo, dove lo abbiamo ricomprato tre volte perché vandalizzato. Se una persona, di sua spontanea volontà non rispetta il divieto transito e va contromano, invece, è a suo rischio e pericolo“, aveva affermato l’ingegnere Amato, spiegando il perché non è stata presa in considerazione l’ipotesi di un senso unico alternato.

Quando il progetto sarà completato e si saprà il risultato della gara d’appalto, si procederà alla costruzione del muro. “Prima si era pensato ad una semplice sistemazione del terreno con una sagomatura a gradoni, un intervento che sarebbe stato più rapido e più economico ma che non abbiamo potuto adottare per due motivi: la qualità scadente del terreno e la strada provinciale a monte (quella che arriva alle Quattro Strade), che sarebbe stata messa a rischio dagli scavi“, aveva illustrato nel corso dell’intervista l’ingegnere.

guest

1 Comment
meno recente
più recente più votato
Inline Feedbacks
View all comments
trackback

[…] Lavori pubblici di Palazzo Zanca, Antonio Amato, spiegando in un’intervista a LetteraEmme il motivo per cui i lavori non sono potuti partire subito: era stata richiesta una relazione geofisica e un calcolo di sostegno e verifica del pendio del […]