MESSINA. Un incontro “per contrastare la propaganda mediatica in favore del Ponte”, con particolare riferimento agli espropri. Si è svolta questa mattina la conferenza stampa del comitato “Invece del Ponte”, indetta dopo l’avviso pubblicato sui giornali dalla Stretto di Messina spa.

 

“Per la terza volta impediremo che questa inutile e devastante opera venga realizzata sul nostro territorio”, esordisce Elio Conti Nibali, che mostra il ‘diniego’ ricevuto dall’amministrazione comunale alla richiesta di prendere parte al tavolo tecnico sull’infrastruttura, a differenza di quanto accaduto a Reggio Calabria: “Da una parte si invitano i cittadini a partecipate e a dire la loro; dall’altra sponda, da noi, ci dicono che non è più il momento della dialettica e che la decisione è già stata presa. Cosa andranno a fare alla Conferenza dei servizi del 16 aprile?”.

Si parla poi di espropri: “Non si tratta di quattro case o di quattro stalle che verranno adeguatamebte ricompensate, come ha scritto qualcuno. È una cosa vergognosa. In questi giorni ho ricevuto decine di telefonate da parte di cittadini allarmati”.

 

Tocca poi a Guido Signorino, che si sofferma sull’analisi costi-benefici e sulla fattibilità tecnica dell’infrastruttura: “Ci fanno credere che il Ponte sia cosa fatta, ma non è assolutamente vero. Parliamo di 13 miliardi e mezzo sottratti ad altre opere ed è fondamentele entrare nel merito per una valutazione accurata. Un investimento pubblico deve avere una totale copertura finanziaria, e ad oggi non è così”, spiega, analizzando quindi le previsioni sul numero di passeggeri che attraverseranno il ponte in base alle stime. “Secondo il progetto l’opera sostituirà completamente il traghettamento, ma è un’ipotesi totalmente infondata. Gli stessi gestori dei traghetti hanno dato il loro assenso ben consapevoli che con il Ponte i traghettamenti aumenteranno. Come si fa su una stima su costi benefici basandosi su un’ipotesi talmente infondata?”.

Torna poi la querelle sui posti di lavoro, con il balletto impazzito di cifre e di annunci che si sono susseguiti negli anni: “I fondi messi a bilancio sono 540 milioni, equivalenti a meno di tremila posti”, sostiene l’ex assessore della Giunta Accorinti, che ribadisce i suoi dubbi sul passaggio nello Stretto delle nuove navi container e delle imbarcazioni più grandi.

 

Ad approfondire gli argomenti in ballo è Sergio De Cola, che mostra alcuni estratti tratti dalla relazione del progettista (del 2023) e di Ferrovie dello Stato (del 2011), soffermandosi sulle “prescrizioni”, le incongruità e le incertezze relativi a pendini, passaggio dei treni, ricadute ambientali e aggiornamenti richiesti: “Come fanno a dire che a luglio dovrebbero partire i cantieri a fronte di tutto ciò?”.

De Cola cita anche una relazione dell’Ismar-Cnr sulle criticità geologiche e tettoniche dello Stretto. Due le questioni principali: il rischio sismico per terremoti superiori a una magnitudo di 7.1 e l’azione del vento. L’ultimo a parlare è il legale Carmelo Briguglio, che ringrazia l’ambientalista Anna Giordano per il suo impegno e si commuove. Il tema del suo intervento è quello degli espropri, in particolare quelli previsti nella zona fra via Santa Cecilia e Contesse, “che incidono sul Piano regolatore”.




 

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