MESSINA. Una nuova opportunità Erasmus+ è disponibile per i giovani messinesi: l’associazione di Messina “The Rising stars”, infatti, è partner italiano del progetto “Don’t be mean behind the screen, organizzato dall’associazione austriaca Active Youth 4 Sustainability” a Graz, in Austria, dall’11 al 19 settembre (giorni di viaggio), e che interessa i giovani tra i 18 e i 30 anni sensibili al tema del cyberbullismo. Obiettivo principale? Accrescere la consapevolezza sugli effetti pericolosi e negativi del cyberbullismo e dei discorsi di odio online, incoraggiando i giovani ad essere dei leader nelle loro comunità e ad organizzare dei dibattiti aperti sull’impatto dei social media. Insieme ad Italia e Austria, gli altri Paesi coinvolti sono: Macedonia del Nord, Serbia, Bulgaria, Grecia, Romania e Lettonia. Si tratta di uno “Youth exchange” approvato dall’Unione Europea, che finanzia il progetto e che quindi rende gratuita la partecipazione (vitto, alloggio e viaggio sono tutti pagati).

Fra gli altri obiettivi del progetto: rendere nota l’esistenza nelle comunità di rischi online quando si seguono il cyberbullismo e i discorsi di odio online; raccogliere conoscenze sull’influenza dei social media sul comportamento delle persone, con particolare attenzione all’autostima e alla fiducia in sé stessi; incrementare le competenze dei partecipanti per proteggere informazioni personali e reputazioni; incrementare la conoscenza dei partecipanti su come migliorare l’uso di internet e dei social media in un modo positivo per avere dei benefici; sviluppo di alfabetizzazione digitale funzionale e critica e abilità di sicurezza di internet; sviluppare le competenze dei partecipanti in merito alla comunicazione in inglese, al lavoro di squadra con altri ragazzi di altri Paesi, alla soluzione di problemi, alla gestione dei conflitti e alle abilità di leadership dei partecipanti in contesti interculturali; sviluppare le conoscenze sulle tecnologie dei partecipanti (come creare video, articoli o handbook); incrementare le conoscenze dei participanti sui programmi Erasmus+ e supportare nuove idee di progetti; e, infine, supportare la creazione di nuovi contatti fra i partecipanti e le loro organizzazioni.

«Internet, social media e altre tecnologie sono estremamente utili nella vita di ogni giorno per la comunicazione, il commercio, l’intrattenimento, ecc. Ma come altre innovazioni, hanno i suoi svantaggi ed è importante che i giovani imparino ad usarli propriamente – si legge nella premessa dell’associazione – Uno dei cattivi effetti dei social media è il cyberbullismo, che è una molestia verbale o psicologico ripetuta da parte di un soggetto o di un gruppo contro gli altri. Servizi interattivi online (e-mail, chat rooms, messaggistica istantanea) e dispositivi digitali come smartphone, computer e tablet danno ai bulli nuove opportunità e nuovi modi per abusare delle loro vittime. Il cyberbullismo include l’invio di messaggi, la pubblicazione di foto o la condivisione negativa, dannosa o falsa di contenuti riguardanti qualcun altro. Può includere anche la condivisione di informazioni personali o private che causino imbarazzo o umiliazione».

«Circa metà degli adolescenti sono statu vittima di cyberbullismo, ma solo 1 su 10 ne parla ai genitori. Meno di 1 su 5 cyberbulli, inoltre, sono segnalati alle forze dell’ordine – evidenziano gli organizzatori, dando qualche numero – 1 su 10 adolescenti possiede foto imbarazzanti o denigratorie prese senza permesso, e circa 1 su 5 adolescenti ha postato o inviato foto sessuali o nude di sé stesso agli altri. Le ragazze sono, in qualche modo, più probabili dei ragazzi nell’essere coinvolti nel cyberbullismo».

«Il progetto “Don’t be mean behind the screen” nasce dalla necessità di esplorare nuove strategie per analizzare il cyberbullismo che spesso prende posto su internet e nei social networks. La forte motivazione dietro lo scambio giovanile è quella di affrontare l’influenza e l’impatto dei social media nella vita dei giovani, in quanto oggi sono una parte prominente della vita di molti ragazzi – concludono nell’infopack gli organizzatori – Il cyberbullismo è una realtà molto presente nelle scuole e nelle università e, per questa ragione, vogliamo insegnare nuove abilità per fermare o prevenire questo fenomeno. Noi vogliamo sviluppare un miglior uso di internet e migliorare la nostra esperienza nell’uso dei social networks attraverso metodi di educazione non formale e focalizzandoci sui più importanti aspetti del cyberbullismo».

Chi può partecipare? Cinque ragazzi italiani fra i 18 e 30 anni, più un group leader che può essere anche più grande. Basta contattare il numero +39 334 806 5791. Dopo la selezione si dovrà compilare un altro form, questo realizzato dagli organizzatori del progetto, ed entrare nel gruppo Facebook del progetto, dove verranno pubblicate le informazioni utili ai partecipanti inerenti lo scambio giovanile.

Si alloggerà al “a&o Hostel Graz” (qui il link al sito) in camere da 4 persone. Sarà il leader a decidere la disposizione nelle stanze, con ragazzi di diversi Paesi per rafforzare la dimensione culturale del progetto. L’hotel è situato a 100 metri dalla stazione dei treni. Riguardo il cibo, ci saranno tre pasti al giorno. I partecipanti dovranno poi compilare un forma per informare della loro dieta: vegana, vegetariana, gluten free o se possiedono qualche allergia.

Riguardo Graz, la città sede del progetto, è la seconda più grande dell’Austria. Gode di una ricca storia ma, allo stesso tempo, vanta una vita moderna. Non sarebbe un’esagerazione descrivere Graz come città di opposti: i suoi magnifici edifici testimoniano oltre 850 anni di architettura in città, come il Landhaus, anche sede dell’Armeria Stiriana, e delle sue 30.000 armi e dei suoi semi di armatura, la Cattedrale e il Mausoleo, Schloss Eggenberg e il Grazer Burg con la sua scalinata a doppia chiusura. Ci sono anche sei università, il più grande centro medievale d’Europa (patrimonio dell’Unesco), vivaci cabaret e commedie, ristoranti e bar all’aperto il centro fieristico di Grazer Messe e molto altro.

In merito al viaggio, saranno i partecipanti a decidere come arrivare: a differenza di vitto e alloggio, già pagati, i biglietti dei mezzi con cui viaggeranno i giovani (andata e ritorno) saranno comprati da loro stessi (così come in tutti gli youth exchange approvati dall’Unione Europea). Una volta terminato il progetto basterà presentare all’associazione gli scontrini e i biglietti per ricevere un rimborso massimo di 275 euro. Per questo motivo è importante conservare qualsiasi ricevuta.

L’associazione, comunque, dà qualche indicazione su come raggiungere Graz all’interno dell’infopack (qui il link), così come indica anche tutto il necessario per lo youth exchange, con la spiegazione delle attività.

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