MESSINA. Sette candidati per sette campagne elettorali. Come non esistono due fiocchi di neve uguali, allo stesso tempo non esistono due possibili sindaci identici. Differenze di stile, di linguaggio e comunicazione. Sette profili diversi, che nella contrapposizione hanno costruito la loro immagine tra la gente.

Torna sulla strada il sindaco uscente Renato Accorinti: gli anni istituzionali lo avevano allontanato, lentamente, dalla sua natura di “politico” sulla strada. Tanti incontri in piazza, alla portata di tutti, esempio maggiore la presentazione delle liste alla passeggiata a mare dove oltre agli addetti ai lavori, erano presenti curiosi e attivisti. Da Ganzirri a Santa Margherita, un ritrovato modo di abbracciare la città e tornare a parlare con la verve di un tempo, quella messa da parte negli ultimi mesi.

Opposto il cammino di Dino Bramanti. Altro passato, altro bacino di voti da coccolare e conquistare. Esordiente della politica, difficile trasformarlo in un agitatore di popolo. Incontri più ingessati, quasi istituzionali come se si lavorasse già da sindaco e non da candidato. Ultimo l’incontro con le associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti a cui proporre la propria idea per il rilancio del terziario messinese. La differenza con quasi tutti gli avversari risiede, soprattutto, nella scelta delle location: il Palacultura come ideale teatro per la presentazione delle liste, un luogo che suggerisce grandezza ma chiusura.

Vecchio cavallo di battaglia, invece, quello dei mezzi di trasporto in salsa centrosinistra. Antonio Saitta inaugura il pulmino, ideale metafora per le varie fermate. Incontri meno istituzionali, che soddisfano la parte più a sinistra della coalizione come l’ultimo nella sede dell’associazione del Dopolavoro Ferroviario. Tanta piazza e incontri tra la gente, Piazza Cairoli per una domenica in centro città, con una strategia mirata a far sposare la propria campagna con quelle delle presidenze alle circoscrizioni. L’abbraccio agli assistiti del Collereale, l’incontro con gli operatori portuali e vari confronti con i giovani. Una linea classica per un candidato di (centro)sinistra.

Comizi su comizi, passione nello stare tra la gente. Questa la strategia di Cateno De Luca, l’ex sindaco di Santa Teresa di Riva punta sulla sua instancabilità e organizza un mega tour: dal 22 maggio al 5 giugno saranno 134 gli incontri “tra la gente”, una media di 9 appuntamenti giornalieri per dividere la città da nord a sud, con un occhio particolare per i villaggi. Trasversale De Luca, non una linea di stampo popolare o indirizzato solo agli incontri di piazza. Sono tanti, infatti, i colloqui “istituzionali” con ordini professionali e piccoli e grandi imprenditori locali. Dal mercato Vascone al professionista passando per le sorelle dell’Istituto Maria Ausiliatrice.

Grande scenografia naturale quella dello Stretto di Messina, a bordo della feluca ecco il candidato sindaco a cinquestelle Gaetano Sciacca. Fuori dai “palazzi” nasce la campagna elettorale, come da tradizione del Movimento che gioca le carte dei parlamentari nazionale e regionale Francesco D’Uva e Valentina Zafarana per accompagnare il proprio candidato, con Luigi Di Maio, leader del primo partito in Italia, come “arma finale” da sparare il 3 giugno. Prima volta delle liste a cinquestelle nei quartieri, occasione per incrociare le campagne elettorali e radicarsi in un elettorato. Appuntamento obbligato quello al porto di Tremestieri, argomento centrale della campagna dell’ex ingegnere capo del Genio Civile. Campagna senza sorprese, in linea con le direttive del Movimento che ben studia ogni mossa.

“Il sindaco della gente”, così si definisce Pippo Trischitta. Questo il modo scelto per scoprire e farsi scoprire. Parte dalle sue origini, racconta del suo vissuto in ascesa e frutto di sacrifici. Un messinese per Messina, interessato al bene cittadino: questo il messaggio che l’ex capogruppo di Forza Italia tenta di creare, la piazza non è luogo per comizi ma per incontri che, a prima vista, appaiono quasi casuali. Non mancano le presenze istituzionali come quella all’Autorità portuale, vivaci, come si addice al personaggio, anche le conferenze stampa per approfondire il suo programma.

L’unica donna in corsa, Emilia Barrile si differenzia per scelte comunicative diverse dagli avversari. Meno presenzialista, difficilmente alza i toni e le sue polemiche sono spesso mirate verso l’ex casa madre. La sua campagna vive tra le donne, si intreccia con le tante anime che portano avanti la messinesità e punta sulla valorizzazione di chi su Messina continua ad investire. Stile tradizionale che non dimentica i passaggi istituzionali: tra le ultime a ufficializzare la sua candidatura, un cammino lento che porta alla costituzione di un progetto denominato “Messina 2030”, un modo per disegnare la città dei prossimi anni. Non solo, assidui gli incontri con i dirigenti comunali per conoscere e trovare soluzioni ai vari problemi dei dipartimenti comunali, la burocrazia rimane uno dei limiti di ogni amministrazione.

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