MESSINA. «Decine di denunce sono state presentate in questi giorni contro il Presidente del Consiglio Mario Draghi e gli esponenti del suo, Governo. L’accusa è di avere violato la libertà personale, condannando di fatto i siciliani non vaccinati a un obbligo di dimora, contro il quale non sono ammesse deroghe. Eppure l’art. 13 della Costituzione prevede che “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge”». Così si legge in una nota del gruppo “Disobbedienza civile”.

«I siciliani non vaccinati (e gli abitanti di tutte le isole italiane) non hanno ricevuto nessun provvedimento restrittivo da parte di alcun giudice. Per questo le denunce che sono state presentare ai carabinieri o alla polizia accusano il governo di sequestro di persona: a un milione di siciliani con un decreto legge il Governo ha imposto il confinamento sulle isole – continuano i cittadini – La protesta non ha però nulla a che vedere con l’iniziativa messa in atto in questi giorni e in queste ore dal sindaco di Messina Cateno De Luca. Questi, infatti, sostiene che deve essere dato il tempo ai non vaccinati di mettersi in regola, ma non ha colto il grave attentato alle libertà fondamentali compiuto dal Governo nazionale».

«Del resto, un anno e mezzo fa, fu lo stesso sindaco De Luca a tentare di limitare la libertà dei siciliani di attraversare lo Stretto e dovette intervenire il Governo annullando l’ordinanza del sindaco. Quest’anno le parti si sono invertite – conclude il gruppo – I rapitori si sono scambiati i ruoli, gli ostaggi sono sempre gli stessi. Chi ha presentato la denuncia è contrario a ogni violazione delle libertà fondamentali».

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