MESSINA. «In questo momento di crisi economica e finanziaria, dovuta all’emergenza sanitaria in corso, ritengo sia necessario organizzare una cabina di regia, con la presenza delle Confederazioni datoriali presenti nella CCIAA di Messina, finalizzata al sostegno delle categorie produttive (artigiani, commercianti e lavoratori autonomi in genere con partita Iva) per l’utilizzo delle somme di cui in atto il Comune dispone». Inizia così la lettera del vicepresidente provinciale di ConfimpreseItalia (nonché componente del consiglio della CCIAA di Messina) Giuseppe Santalco al sindaco di Messina Cateno De Luca. Oggetto: la richiesta di specifici interventi finalizzati alla ripresa delle attività produttive cittadine.

«Fermo restando che i lavoratori in atto non occupati saranno aiutati con la Cassa integrazione – si legge nel documento – si ritiene opportuno un intervento del Comune, oltre a quello dello Stato, nei confronti delle piccole e medie imprese messinesi. In particolare, è necessario da parte del Comune la predisposizione di un vero e proprio piano finanziario che preveda un sostegno economico mirato che potrebbe concretizzarsi in 4 punti».

1) Supporto per il pagamento della locazione dei mesi di marzo, aprile e maggio delle botteghe adibite alla attività ed in atto chiuse.2) Esenzione per i mesi di marzo, aprile e maggio e riduzione del 50% per i mesi successivi dei tributi locali che dette aziende dovranno pagare nel corso del corrente anno. 3) Concessione di: a) contributo una tantum parametrato alla tipologia e grandezza delle aziende chiuse per il pagamento delle utenze relative ai mesi di marzo, aprile e maggio; b) rimborso forfettario del 50% delle utenze relative ai due mesi successivi alla riapertura per contribuire alla liquidità aziendale.4) Contributo forfettario a sostegno del danno subito a seguito del deperimento o scadenza della merce detenuta nei frigo degli esercizi commerciali.

Fra le richieste, inoltre, la predispozione di una convenzione con i Confidi presenti in città per consentire, d’intesa con le principali Banche cittadine, la concessione di prestiti, parametrati al volume d’affari dello scorso anno con la semplice garanzia del Confidi e senza richiesta di fideiussioni personali, finalizzati alla ripresa delle attività produttive.

«Il Comune – si legge – potrebbe stanziare un plafond per coprire quota parte del rischio assunto dai Confidi, le spese di istruzione delle pratiche e, inoltre, farsi carico del pagamento degli interessi dei prestiti che saranno concessi, il cui ammontare, secondo la classe di rischio delle aziende, dovrebbe essere concesso sotto forma di prestito chirografario da restituire in 24/36 mesi con tre mesi di preammortamento per un importo da € 5000 ad € 25.000, in base al volume d’affari ed al numero di dipendenti, eventualmente cumulabile con altri interventi finanziari previsti dallo Stato».

 

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