MESSINA. Il ponte sullo Stretto (meglio, sotto lo Stretto) esiste già: e non è destinato al passaggio di persone e merci, ma di energia. Sono i 38 km del sistema di sei cavi sottomarini dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi, il più lungo sistema sottomarino in corrente alternata al mondo, “appoggiato” ad una profondità massima di 376 metri ed inaugurato esattamente cinque anni fa in sostituzione del vecchio cavo del 1985, consentendo l’abbattimento di 114 km di elettrodotto e 400 tralicci.

La linea di trasmissione a 380 kV parte dalla stazione di Rizziconi (Reggio Calabria), prosegue verso quella di Scilla, posta a circa 600 m dal livello del mare, per poi giungere sull’altra sponda dello Stretto, “scavalcando” capo Faro e approdando, dal mar Tirreno, alla stazione di Sorgente a San Filippo del Mela.

Nonostante il cavo sottomarino sua lungo “solo” 38 km, tutto l’elettrodotto misura 105 km, scende fino a 376 metri sotto il livello del mare nel punto più profondo, nel mar Tirreno, e si sviluppa nel tratto terrestre per 42 km in Calabria e 24 in Sicilia (e per 38 km sotto il mare). Per l’approdo del cavo in Calabria sono stati realizzati, per limitare l’impatto ambientale, il più profondo pozzo verticale (quasi 300 metri dentro la montagna) e il più lungo tunnel orizzontale (2,8 km) per cavi ad altissima tensione mai costruiti fino ad ora al mondo.

A cinque anni dall’inaugurazione, da parte di Terna, gestore della rete di trasmissione dell’energia elettrica in Italia, arriva la richiesta di rinnovo della concessione quadriennale 2.179 metri quadrati di fondo marino per il mantenimento della struttura.

 

L’infrastruttura, costata 700 milioni, garantisce una capacità di 1100 MW, ben 800 MW in più rispetto al vecchio collegamento, e coinvolge 21 Comuni (Taurianova, Roccavaldina, Torregrotta, Rizziconi, Scilla, Valdina, Oppido Mamertina, Sinopoli, Cosoleto, Saponara, Spadafora, Varapodio, Pace del Mela, Rometta, San Pier Niceto, Monforte San Giorgio, San Filippo del Mela, Sant’Eufemia d’Aspromonte, Condrò, Venetico, Villafranca Tirrena).

A cosa serve esattamente l’lelettrodotto? teoricamente ad azzerare il divario di costo del kWh fra Sicilia e il resto d’Italia, un divario che si aggirava sui 600 milioni di euro l’anno, ripianati in bolletta da tutti gli italiani, perchè la Sicilia era la regione con l’elettricità più cara d’Italia.

Un’inchiesta del sito “qualenergia.it” del 2017, un anno dopo l’operatività dell’impianto, aveva registrato un miglioramento (riduzione a circa un quarto la spesa per la Sicilia), nonostante i l’extracosto nel periodo novembre 2016-ottobre 2017 risulta essere di 183 milioni in più rispetto a quanto sarebbe costata l’elettricità siciliana se il suo prezzo fosse stato uguale a quello del Sud Italia e 108 milioni in più se il suo costo medio fosse stato quello del PUN nazionale

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