MESSINA. «La proposta di conferire al Sindaco di Riace la cittadinanza onoraria avanzata da Rizzo e Russo nasce da un invito formulato dalla “Rete dei Comuni Solidali (Re.Co.Sol.)”, di cui anche Messina ha fatto parte (era in discussione nella precedente consiliatura la possibilità di rientrarvi)». Così il gruppo politico MessinAccomuna interviene in una nota riguardo il no del consiglio comunale alla proposta dei consiglieri di LiberaME. Nel mirino del Laboratorio di partecipazione attiva, in particolare, il Movimento 5 stelle che proprio ieri ha diffuso una nota sui social spiegando la loro posizione in merito. «A questa proposta hanno aderito molti Comuni italiani: da Firenze a Bologna, da Bitonto a S. Giuliano Terme, da Scicli a Sutri, dove il Sindaco Vittorio Sgarbi oltre a conferire la cittadinanza a Lucano, ha convocato tutti i Sindaci del viterbese per misurarsi con il tema dell’accoglienza e promuovere un confronto con Lucano, Salvini e tutti i Sindaci italiani sull’argomento dell’immigrazione e del lavoro degli extracomunitari. – prosegue MessinAccomuna – Il dibattito consiliare su SPRAR e cittadinanza onoraria a Lucano è stato mortificante, perché non ha colto il tema civico in discussione, vincolando agli esiti della cronaca giudiziaria fatti di natura politica (la mozione La Tona che voleva amputare della cittadinanza a Lucano la delibera) e perché ha appiattito la rappresentanza locale a logiche nazionali che riteniamo politicamente, eticamente e moralmente inaccettabili (il voto contrario di un M5S spaccato su questo tema)».

«Il tema in discussione non era la solidarietà a un Sindaco colpito dal divieto di dimora per la sua gestione delle attività di accoglienza, quanto piuttosto la capacità di una comunità locale di misurarsi con l’immigrazione. Incapace di cogliere la portata culturale e sociale della questione, il Consiglio ha respinto la mozione con i voti contrari decisivi di un Movimento 5 Stelle spaccato. Negli anni passati ci siamo trovati d’accordo coi deputati regionali (Zafarana) e nazionali (D’uva), che si stracciavano le vesti per lo scandalo della tendopoli al “Palanebiolo”, nel nome di un modello di accoglienza a misura d’uomo; oggi assistiamo al voto del gruppo Consiliare contro una mozione che promuove gli SPRAR. Ci spieghino che modello di città abbiano in mente. Ma forse il voto è stato dettato solo dalla realpolitik: vedi mai che Salvini possa tirare le orecchie a Di Maio per una posizione locale non conforme al protofascismo incarnato dal “decreto sicurezza”! Così un gruppo che si scalda per il quadro della resa della città agli spagnoli, cede Messina alle politiche retrive del governo nazionale. È il dipinto del presente, più che quello del passato, a non rappresentarci e a preoccuparci. – conclude il laboratorio politico – Messina vuole essere un luogo di accoglienza o di respingimento, di integrazione o di conflitto? In assenza del Consiglio, sarà la città a costruire momenti di vicinanza e sostegno a un modello di accoglienza che esprime i valori di apertura, non discriminazione ed equità della nostra Costituzione e della Carta dei Diritti dell’Uomo. Sappiamo che realtà attive della società civile stanno già organizzando iniziative di sostegno a Lucano e al modello-Riace. Esprimiamo il nostro appoggio e la nostra partecipazione a queste iniziative».

Di seguito la spiegazione del gruppo consiliare pentastellato. «In riferimento al “no” del consiglio comunale al conferimento della cittadinanza onoraria al sindaco di Riace Mimmo Lucano e al potenziamento del sistema SPRAR è doveroso da parte nostra fare alcune precisazioni. Il merito alla questione migranti, il M5S di Messina ha espresso da tempo una posizione chiara e netta, con la ferma avversione al sistema degli hotspot in favore di progetti di inserimento Sprar. La storia del Movimento 5 Stelle a Messina è limpida e riscontrabile nei fatti, così come la storia personale di tanti rappresentanti pentastellati a livello nazionale, regionale e all’interno del consiglio comunale. Più volte, nel presente e nel recente passato, abbiamo assunto posizioni forti e nette in merito al tema dell’integrazione e dell’accoglienza dei richiedenti asilo, mettendoci la faccia in prima persona. Per questo non riteniamo né corretta né giustificata l’accusa (seppur velata) di “razzismo” che traspare da alcuni articoli. Messaggio falso e del tutto delegittimato dai fatti che non possiamo far passare. Prima di giungere a considerazioni affrettate, invitiamo a studiare la storia personale degli rappresentanti del nostro gruppo consiliare e a leggere, magari, i contenuti del nostro programma elettorale.Ribadiamo inoltre che a Messina non è in atto alcun accordo fra il M5S e la Lega».

«Entrando nel merito della questione, riteniamo ardita e frettolosa la proposta di conferire la cittadinanza onoraria al sindaco Mimmo Lucano, che al momento, per quanto questo possa non piacere, è al centro di un’inchiesta giudiziaria. Da parte nostra non vi è alcuna posizione pregiudiziale nei confronti del primo cittadino di Riace, che giustamente o ingiustamente – non siamo noi a doverlo decidere – è sotto i riflettori della magistratura. Saranno gli organi competenti a sentenziare sulla sua presunta colpevolezza o no. In attesa che la storia si pronunci, nel rispetto della Giustizia italiana e di tutti i cittadini messinesi, è nostro dovere attenerci ai fatti, che non possono non incidere sulle nostre scelte politiche. Per questo abbiamo ritenuto fosse poco opportuno “impacchettare” in una delibera così importante, relativa al rafforzamento del sistema Sprar, il conferimento di una importantissima onorificenza a una persona che ad oggi è sotto indagine da parte della Procura. Difatti abbiamo votato favorevolmente un emendamento che prevedeva lo “spacchettamento” della delibera, “cassando” la parte relativa alla cittadinanza onoraria: un emendamento che l’Aula ha bocciato. Necessario dover specificare, per non generare confusione ed errata informazione».

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