PALERMO. La mafia torna ad ammazzare. Proprio il giorno prima del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone, ucciso il 23 di maggio del 1992. Giuseppe Dainotti, 57 anni, capomafia condannato all’ergastolo ma scarcerato nel 2014, è stato freddato questa mattina a colpi di pistola, in strada, in via D’Ossuna, nel quartiere popolare della Zisa. Secondo le prime ricostruzioni, il boss, già braccio destro del capomafia Salvatore Cancemi, era in sella alla sua bici quando sarebbe stato affiancato da due killer, probabilmente in moto, che gli avrebbero sparato in testa.  A chiamare la polizia sono stati alcuni residenti della zona che hanno sentito i colpi di arma da fuoco.  In corso i rilievi degli uomini della polizia Scientifica di Palermo, a caccia di indizi o tracce lasciate dai killer. Presenti sul posto anche le unità cinofile.   

Dainotti, boss di Porta Nuova condannato all’ergastolo nel 1983, era stato scarcerato, insieme a Giovanni Matranga, Francesco Mulė e Giulio Di Carlo nel 2014, dopo un quarto di secolo in prigione. Era finito in cella per omicidio e per un colpo miliardario al Monte dei Pegni di Palermo. L’uomo era uscito di prigione beneficiando della Legge Carotti, in vigore tra il gennaio e il novembre del 2000.

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