PALERMO. In attesa di capire cosa deciderà il Governo, con la possibile apertura dei confini prevista per il 3 giugno (con le variabili delle regioni più a rischio), la Sicilia si prepara all’anomala stagione estiva che verrà, fra la necessità di prevenire una ripresa dei contagi e l’urgenza di far ripartire l’economia, cominciando dal settore turistico.

Fra le idee al vaglio della Regione c’è la possibilità di mantenere rigide le modalità di ingresso nell’isola almeno fino al 7 giugno, ultimo giorno in cui sarà in vigore l’ultima ordinanza del presidente Musumeci. Dall’8 in poi, curva epidemiologica permettendo, è previsto lo stop all’obbligo di quarantena: chi sbarcherà in Sicilia dovrà registrarsi come sempre alla “banca dati”, ma non dovrà sottoporsi all’autoisolamento di 14 giorni, tenendo sempre sotto controllo eventuali sintomi e stati febbrili. La decisione, tuttavia, potrà essere assunta solo con il conforto dei numeri.

Per incentivare il turismo, che almeno in una prima fase potrebbe fare a meno dei visitatori delle regioni del Nord maggiormente esposte al virus, al vaglio dell’assessorato al ramo c’è l’emanazione di un bando, la creazione di un portale specifico (“Visit Sicily”) e l’introduzione di specifici voucher per sostenere le imprese del settore. In pratica, la Regione andrebbe a rimborsare ai viaggiatori una notte su tre,  indipendentemente dalla durata del soggiorno (su nove giorni di vacanza, tre sarebbero a carico di Palazzo D’Orleans).

 

 

 

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