18.55. Quattro ore e mezza di seduta, zero discussioni sull’isola pedonale, psicodrammi, lanci di accuse, analisi della situazione di incompatibilità rispetto alla discussione di Pippo Trischitta. Alla fine, la seduta è aggiornata. Se ne riparlerà la prossima settimana. La diretta di LetteraEmme termina qui.

 

18.48. Richiesta da parte di Maurizio Rella, di Cambiamo Messina dal basso, a Trischitta: ritira gli emendament (per piacere, aggiungono i giornalisti costretti ad assistere alla seduta). Quindi tocca a Gaetano Cacciola, che di ritirare la delibera non ne ha alcuna intenzione: “ampliatela, modificatela, cambiatela, ne avete ampia facoltà, ma questa delibera ha due anni, c’è stato tutto il tempo di studiarla e di intervenire, quindi non chiedetemi di ritirare nulla”

 

18.38. Peppuccio Santalco tenta di mediare tra le varie posizioni, ma inizia col citare il generale Custer, non contribuendo troppo alla chiarezza. Poi mercanteggia, e fa una controfferta all’assessore Gaetano Cacciola: ritirare la delibera, ampliarla con le altre aree, riproporla in aula con un accordo per farla passare.

 

18.35. Una francamente sfiancante seduta nata per discutere di isola pedonale e diventata una questione quasi personale sulla presenza in aula di Pippo Trischitta continua confusamente. Il Partito Democratico, per voce di Giuppi Siracusano, annuncia l’uscita dall’aula.

 

18.10. Carlo Abbate (Gruppo Misto) finalmente torna “sul pezzo”, e si riprende a parlare di isola pedonale. All’uopo, questi sono testo e corpo dell’emendamento “principe”, quello presentato da Pippo Trischitta, Nicola Cucinotta e Libero Gioveni, che cassa via dei Mille e inserisce invece il viale san Martino.

 

 

18.02 Prosegue l’intervento fiume di Trischitta, che si concede una battuta augurio (“Quando sarò sindaco io…”) e parla della valigia con cui si è presentato in aula con una minaccia: “Ho altri 500 emendamenti pronti e gli integratori. Sono pronto a trascorrere la notte qui“.

 

17.51. Ri-ri-ri-riprendono i lavori. Serpeggia una certa stanchezza, e non si capisce bene come andràò a finire. Per il si e per il no Pippo Trischitta, sull’incompatibilità del quale a stare in aula (vedi spiegazione delle 16.50) si è arenata tutta la seduta, “toglie l’occasione”: “Io non mi muovo di qua, perchè sono legittimato a starci…“, dichiara bellicoso.

 

17.47. Per la par condicio, ecco il video di risposta di Gaetano Gennaro.

 

17.40. Approfittiamo della pausa per proporre il video di Pippo Trischitta dal quale è scaturita l’impasse in cui si è impantanato il consiglio comunale

 

17.35. Nel frattempo, facendo un rapido calcolo, e tenendo conto degli evidenti limiti nell’applicazione dell’aritmetica propria del cronista, per trattare gli 870 tra emendamenti e sub-emendamenti, per ciascuno dei quali la presidenza del consiglio assegna una trattazione di dieci minuti, occorrerebbero 8700 minuti al netto delle pause, dei richiami e di tutto il resto: esattamente sei giorni consecutivi, 192 ore. Giusto per precisione.

 

17.30. Raccogliendo le idee, quello che emerge è che in una seduta in cui si sarebbe dovuto votare l’inserimento di via dei Mille nel piano del traffico in vista di una pedonalizzazione definitiva, si è finito col parlare dell’incompatibilità di Pippo Trischitta.

 

17.20. Riprendono i lavori con il parere del vicesegretario generale Giovanni Bruno sul problema sorto con Pippo Trischitta e la sua eventuale incompatibilità. Citando l’articolo 78 del decreto legislativo 267/2000, al comma 2, secondo il quale, molto sommariamente, Bruno rileva motivi in base ai quali Trischitta dovrebbe astenersi dal prendere parte alla delibera perchè “direttamente o indirettamente interessato”.

Chiarita la questione si procede? Ovviamente no. Nuova sospensione. Per capire come procedere…

 

17.10. Come si trattano, in una seduta che abbia velleità di terminare prima della scadenza naturale della consiliatura a giugno, i 370 emendamenti ed i 500 sub-emendamenti? Probabilmente così come fece la vicepresidente del Senato Rosy Mauro qualche anno fa.

 

17.00. Voci incontrollate parlano di cinquecento sub-emendamenti proposti, oltre ai 370 emendamenti. I tratti della vicenda assumono contorni di surrealismo puro.

 

16.50. “Ho rappresentato una parte nella discussione di fronte al Tar: dopo la sentenza ho rinunciato sia al mandato che ai compensi, tanto che non ero nemmeno informato del fatto che fosse stato proposto appello, che non mi era stato notificato. Quando ho patrocinato la difesa, il consiglio comunale aveva già bocciato la prima delibera sull’isola pedonale. Secondo il ministero dell’Interno, nelle norme giuridiche vigenti non esiste incompatibilità tra il ruolo di consigliere e lo svolgimento di avvocato: posso essere soggetto, come stabilito dal consiglio nazionale forense, solo ad un provvedimento disciplinare”. Trischitta dixit.

 

16.30. Sospensione dei lavori per un consulto col segretario generale Antonio le Donne sull’incompatibilità di Pippo Trischitta sollevata in aula così, d’amblè. Una delle sedute più interessanti degli ultimi mesi.

 

16.25. Giova notare che fino ad ora si è parlato di tutto tranne che dell’oggetto della delibera. Così, giusto per ricordarlo.

 

16.20. Torna una parvenza di calma in aula. Lucy Fenech di Cambiamo Messina dal basso chiede al vicesegretario generale di prendere in considerazione l’ipotesi che i 370 emendamenti possano essere “dilatori e ostruzionistici”. Per gettare poi altra benzina sul fuoco, chiede di vagliare la condotta deontologica di Trischitta nel suo ruolo di avvocato patrocinante una causa contro il Comune.

 

16.10. “L’avvocato Trischitta ha patrocinato una causa contro il comune di Messina nello stesso giudizio. Chiedo di verificare se non ci siano cause di incompatibilità che possano portare alla decadenza dal ruolo di consigliere comunale”. Gaetano Gennaro ringhia contro il collega d’aula, minacciando querele.  Emilia Barrile gli toglie la parola, scambio di accuse a microfoni spenti (ma a voce molto alta), con “vergogna, vergogna” assortiti e rilanciati da un lato all’altro. Al momento la seduta è interrotta. In aula ci sono “i giochi i focu, come spiega un consigliere del quale garantiamo l’anonimato

A breve i video integrali.

 

 

16.07. “Ci sono interessi privatistici da parte di un’associazione (la Millevetrine, ndr.) patrocinata da un esponente di spicco del Pd (Antonio Saitta, presso lo studio del quale fa l’avvocato il consigliere comunale Gaetano Gennaro, ndr.)”. Questo, in estrema sintesi, le doglianze fragorosamente espressa da Trischitta. Gennaro affila le armi per la risposta.

 

16.00. Entra a gamba tesa Pippo Trischitta, che ritira in ballo il ricorso al Tar, che ha visto il Comune (e l’isola pedonale) soccombente, ed il successivo ricorso al Cga, col solito tono pacato col quale interviene quando si parla di isola pedonale.

 

15.55. Intervento ad adiuvandum di Libero Gioveni, ex collega di partito di Mario Rizzo, che sostanzialmente pone le stesse domande alle quali ha già risposto il dirigente Mario Pizzino e che non hanno soddisfatto Rizzo. Sulla questione procedurale gli risponde il vicesegretario generale Giovanni Bruno, che fa notare come l’atto langue da due anni nei cassetti del consiglio comunale, e che qualsiasi analisi dell’atto avrebbero potuto essere chiesti prima.

Quindi, ricapitolando, si è tornati alla legittimità dell’atto, dopo quattro sedute.

 

15.50. Un attimo di smarrimento prima di riprenderci dalla notizia dei 370 emendamenti, e tocca al dirigente alla Mobilità Mario Pizzino di rispondere alla perplessità di Mario Rizzo. “Abbiamo fatto, e sarete chiamati a votare, solo modifiche coerenti, locali e parziali che non interferiscono con l’intervento globale del piano”. Mario Rizzo non è convinto. “L’atto non andava presentato, non rispetta i requisiti di base dettati dal ministero”

 

15.45. Al tavolo della presidenza sono arrivati 370 emendamenti. Pippo Trischitta da solo ne ha presentati 331. Trecentotrentuno. Tutto vero.

 

15.40. In sintesi, il pensiero di Mario Rizzo è che se allo studio ingegneristico di Perugia al quale il Comune ha commissionato il rinnovo del piano del traffico servono 400 giorni, come può il consiglio comunale deliberare su una materia tanto complessa? Posizione legittima, che non tiene conto del fatto che ci sono stati quattro anni per approfondire la questione. Applausi dal loggione, in cui commercianti di via dei Mille (ma non solo) assistono alla seduta.

Prende la palla al balzo Giuppi Siracusano (Pd), che sulla legittimità dell’atto (del quale Rizzo ha chiesto il ritiro) chiede il parere del segretario generale. Si andrà per le lunghe.

 

15.35. La didascalica enunciazione di Mario Rizzo è interrotta dal siparietto di Pippo Trischitta, che ha presentato i suoi emendamenti trascinandosi dietro un trolley (che in realtà gli serve perchè dovrò partire nel tardo pomeriggio), subito richiamato da Peppuccio Santalco e Maurizio Rella.

“Sto presentando i documenti”, spiega candidamente Trischitta. La presidentessa Emilia Barrile si impone col pugno di ferro, e ridà la parola a Mario Rizzo.

 

15.25. Ricomincia la seduta, e prende la parola Mario Rizzo dei Centristi per la Sicilia. La piglia larghissima, e entra nei meandri legislativo/amministrativi della questione.

 

15.15. Visto che il tempo non manca, a differenza degli argomenti, questo è il progetto di “rambla” che Pippo Trischitta spinge da anni, da prima che l’amministrazione di Renato Accorinti fosse in carica.

 

15.08. Data alla pari dai bookmakers, arriva la sospensione, invocata dal vicepresidente Pierluigi Parisi, di “dieci minuti”. A memoria d’uomo, non passa mai meno di mezz’ora prima che i consiglieri facciano ritorno in aula.

 

15.03. L’intervento di Gaetano Gennaro (Pd), al solito, è esemplare per lucidità: “Inseriamo nel piano come pedonalizzabile la più vasta area possibile, dopodichè si scelgano le zone specifiche. Ognuno di noi ha un’idea su una strada piuttosto che un’altra, facciamo una scelta inclusiva”. Una risposta indiretta a tutti quelli che “Io sono per l’isola pedonale, ma…”

 

15.02. Nel frattempo Cacciola demolisce ad uno ad uno tutti gli argomenti fino ad oggi portati a nocumento dell’idea di isola pedonale di via dei Mille: “Durante la sperimentazione abbiamo osservato una diminuzione del traffico veicolare intorno alle aree della zona pedonalizzata”.

La stessa affermazione l’aveva fatta nella seduta scorsa il funzionario del dipartimento Mobilità Bruno Bringheli: l’intervento di Cacciola, in sostanza, ripete quello che il funzionario aveva con chiarezza già spiegato. Repetita iuvant.

 

15.01. Che la seduta sarebbe stata movimentata era chiaro da tempo. Un’abbondante dose di pepe l’ha spruzzata Nicola Cucinotta, che ha presentato personalmente ventisei emendamenti, oltre a quello a firma congiunta con Trischitta e Gioveni.

Ventisei emendamenti, solo da un consigliere: se ne avete a casa, iniziate a preparare i popcorn.

 

15.00. “L’area è destinata ad incrementare il commercio“. Temerariamente, Cacciola parte con l’argomento che più divide l’aula. Chi l’isola pedonale la vede come la morte sociale dei negozianti, e chi invece ne decanta i benefici economici. Giova notare come nè una fazione nè l’altra hanno mai portato alcun dato o numero certificato a supporto dell’affermazione.

 

14.50. Inizio turbolento, con la presidentessa del consiglio comunale Emilia Barrile che ha impiegato cinque minuti a richiamare i consiglieri ed a farli sedere ai loro posti, arrivando a minacciare la sospensione dei lavori e l’aggiornamento a stasera in cerca di un po’ di disciplina.

Alla seduta è presente Gaetano Cacciola, assessore alla Mobilità e padre dell’isola di via dei Mille, invocato più volte durante le sedute scorse, e l’assenza del quale è stata presa a pretesto per non discutere della proposta di delibera.

 

14.30. Con la consueta mezz’ora abbondante di ritardo, il consiglio comunale si accinge a discutere per la quarta volta dall’inizio dell’anno, e si spera quella definitiva di isola pedonale. Le posizioni, per chi negli ultimi quattro anni si fosse distratto, sono le seguenti: l’amministrazione e parte minoritaria del consiglio è per la pedonalizzazione definitiva di via dei Mille, una parte consistente dell’aula è vagamente favorevole ad un concetto di “isola pedonale” non meglio specificato, i consiglieri Nicola Cucinotta, Pippo Trischitta e Libero Gioveni hanno formalizzato in un emendamento la loro idea di isola pedonale: tutto il viale san Martino, dalla cortina del porto a via santa Cecilia.

Oggi, tecnicamente si vota (si dovrebbe votare, condizionale d’obbligo) la modifica del piano generale del traffico con l’inserimento delle nuove aree da pedonalizzare o via dei Mille, come vuole l’amministrazione, o viale san Martino, come pare orientata una maggioranza di consiglio.

Per approfondimenti qui.

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