MESSINA. Migliaia di siciliani sono arrivati da tutta la Sicilia a Palermo per rispondere all’appello lanciato dal gruppo Facebook “No Beni Culturali all Lega Nord – Musumeci dimettiti!“ e protestare contro l’assegnazione dell’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana a un leghista martedì 2 giugno in piazza del Parlamento, davanti l’Ars, dove alle 18, a distanza di un metro gli uni dagli altri, i cittadini hanno manifestato il loro dissenso.

Alcuni con pentole e stoviglie per fare rumore, altri con la coppola e la bandiera siciliana, tradizionali simboli di questa terra, mentre tamburinari e artisti hanno animato la piazza. Diversi interventi al microfono hanno esposto le richieste e il significato della protesta. Tutte donne, provenienti da diverse parti della Sicilia. All’ingresso della piazza, anche un banchetto per raccogliere le firme per chiedere ai capigruppo dell’Ars di presentare una mozione di sfiducia al Governo Musumeci, che il M5S ha già annunciato che presenterà.

«Musumeci rischiava di concludere il suo mandato senza essere ricordato. E così, invece di dare continuità al suo governo del nulla, ha deciso bene di uscire dall’anonimato. Lo ha fatto nel peggiore dei modi: svendendo la Sicilia al partito anti-siciliano per antonomasia», ha affermato Sofia Rosano di Palermo.

«Non possiamo permettere a chi per anni ci ha insultato di far parte del Governo della nostra isola. Ci chiamavano fannulloni, parassiti, e adesso? Cosa è successo? Non ci caschiamo. La Lega può cambiare nome, ma la sostanza no. È il partito del Nord che fa gli interessi del Nord», ha continuato Domiziana Giorgianni di Messina.

Di mattina, invece, come a Messina (dove nonostante fossero presenti Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia i cittadini non erano poi così numerosi) si è svolta la manifestazione della Lega anche a Palermo, in Piazza Politeama. «Oggi in Sicilia si sono confrontate due piazze. Da un lato una sparuta minoranza di leghisti, dall’altro i siciliani veri. Quelli che non si svendono per interessi e per soldi. Sono state rispettate tutte le misure di sicurezza, cosa che non ha fatto il centro-destro in piazza a Roma», ha concluso Tiziana Albanese dalle Madonie.
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