MESSINA. È stata prorogata di due settimane la controversa ordinanza “coprifuoco” emessa poco prima di metà giugno (e poi modificata), che sarà in vigore fino al prossimo 14 luglio. Il provvedimento, adottato ufficialmente per contrastare la diffusione del Covid-19, prevede la chiusura obbligatoria per tutte le attività commerciali alle 2 del mattino e il divieto di vendere e consumare alcool sul suolo pubblico dopo le 20, mentre i locali potranno somministrare bevande alcoliche fino all’1:30, ma solo all’interno delle botteghe e nelle aree esterne in concessione.

Entrambe le “versioni” dell’ordinanza, quella più tollerante e quella più “draconiana”, nelle scorse settimane avevano fatto molto discutere in città soprattutto a causa delle possibili ripercussioni economiche sulle attività commerciali, già provate dalla pandemia mondiale e dal lungo lockdown. Fra le contestazioni avanzate anche la possibile violazione delle libertà personali, il “pugno duro” indiscriminato nei confronti di tutti gli esercenti e la logica del “punirne cento per educarne uno”. Parecchi i malumori anche per la chiusura imposta a tutti i locali (che siano bar o cornetterie) alle due, indipendentemente dalla vendita di alcolici.

Cos’è cambiato con l’entrata in vigore dell’ordinanza? Poco, fino ad ora, come testimoniano le solite risse, che sono proseguite ugualmente, e le violazioni alle norme da parte di qualche esercente (che ha continuato a vendere alcolici ai minorenni, malgrado sia da sempre un reato). Segno che forse il problema, più che alle attività ricreative, è legato a questioni sociali ben più ampie e complesse (come testimoniano ad esempio le solite corse dei cavalli, che con la movida hanno poco a che fare).

Che non tutto sia andato secondo i piani, del resto, lo si evince anche dal contenuto dell’ordinanza che proroga la precedente. Malgrado il provvedimento sia stato adottato per arginare la diffusione del Coronavirus, “nel periodo di applicazione della predetta O.S. -si legge – si sono riscontrate numerose violazioni alle prescrizioni impartite. In particolare modo sono stati accertati assembramenti, superamenti dei limiti di capienza dei locali (piuttosto prevedibile, ndr) con conseguente violazione delle disposizioni in tema di distanziamento sociale, violazione delle disposizioni vigenti in tema di vendita di alcool ai minorenni ed al divieto di vendita di alcool al di fuori dei locali commerciali negli orari previsti”.

 

 

 

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