MESSINA. Donne che aiutano altre donne a superare il loro dolore, ad andare oltre il segno della violenza e a ricostruire le loro vite. Il Cirs, da sessant’anni, è stato scelto anche oggi come luogo simbolo di quella “lotta” silenziosa che, ciascuna donna, compie giorno per giorno per superare l’ancor difficile divario che le rende ancora un anello fragile della società.

Ed è qui che il prefetto Maria Carmela Librizzi ha scelto di onorare la giornata dell’8 Marzo convogliando tutti i rappresentanti delle istituzioni delle forze dell’ordine e religiose. «L’obiettivo è quello di esprimire l’impegno e la speranza – ha detto il prefetto – Questo giorno funestato dalla morte di Alessandra ci impone di reagire e di stare accanto alle donne con una presenza totale e costante». Dopo aver visitato i locali della Casa famiglia, il prefetto e tutte le autorità che sono intervenute hanno preso parte al buffet, organizzato in forma ridotta per il lutto cittadino che si è abbattuto ieri, e che è stato preparato dalle donne stesse del centro.

«Le istituzioni sono state sempre a fianco del Cirs per l’impegno che questo centro ha dimostrato sul territorio – ha detto l’Assessore alle politiche sociali Alessandra Calafiore – Trascorrere qui  questa giornata vuol dire testimoniare ancora la nostra vicinanza e la presenza per chi vive questa realtà ogni giorno, in un momento che ci ha segnati dopo la morte brutale di una nostra giovane concittadina».

Ad esprimere gioia e soddisfazione soprattutto la presidente del Cirs, Maria Cristina Celi, che ha fatto gli onori di casa, accompagnando anche le altre autorità a visitare la casa e a godere di un momento di unione e incontro reciproco. «La giornata di oggi colma il divario tra le istituzioni e il disagio che vive chi abita qui – ha spiegato – Senza dubbio per il Cirs questo è un momento epico. I sacrifici che facciamo per mantenere ancora questo punto di riferimento attivo vanno oltre ogni pensiero e oggi ci sentiamo riconosciuti nel nostro ruolo».  Presenti oggi anche il questore Mario Finocchiaro, il vescovo ausiliario Mons. Cesare Di Pietro e il sostituto procuratore Giovannella Scaminaci.

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