MESSINA. Ogni tanto torna a galla la storia dell’ipotetico Aeroporto del Mela, al quale si trova ora un investitore (meglio se esotico), ora una ipotesi di progetto, ora un appoggio politico (ad esempio la proposta di legge a firma Siracusano e Germanà – entrambi di FI – dell’aprile 2019, dal titolo “Disposizioni per la realizzazione dell’aeroporto del Mela”) per un’opera per la quale l’ex Ministro dei Trasporti Graziano Delrio in un question time alla Camera, svoltosi il 2 marzo 2017, riferiva non essere pervenuto alcun progetto “né al MIT, né all’ENAC, che è l’Ente competente in materia di valutazione delle condizioni di fattibilità tecnica delle infrastrutture aeroportuali”, ricordando che gli attuali scali, fino al 2030, avrebbero soddisfatto la domanda potenziale di traffico, senza bisogno di costruire nuovi impianti.

E, anche se in un memorandum dal titolo “L’aeroporto di Barcellona – Milazzo –  Fatti e atti amministrativi dal 1995 ad oggi”, contenuto in una delibera dell’ottobre del 2016 del Comune di San Pier Niceto con oggetto “Realizzazione di un aeroporto nella piana di Milazzo – Barcellona”, troviamo scritto che la struttura sarebbe dovuta sorgere in un territorio, la fascia tirrenica, che “rappresenta un bacino di utenza di oltre 400.000 persone”, risulta difficile pensare che la struttura verrà davvero costruita.

Tralasciando le vicende dell’ipotetico scalo aeroportuale, andiamo ora a fotografare la situazione degli aeroporti siciliani a calabresi che ci sono già, dai più vicini ai più lontani da Messina e dal suo territorio metropolitano (escludendo però gli aeroporti di Pantelleria e Lampedusa). Stando a quanto rileva Assoaeroporti (Associazione Italiana Gestori Aeroporti), per il periodo Gennaio-Ottobre 2019 (il più recente) l’aeroporto di Reggio Calabria – in linea d’aria il più vicino ma meno servito di Catania – ha visto arrivare e partire 5.019 voli, per un totale di 322.545 passeggeri; quanto ai voli cargo, le tonnellate trasportate sono state 27,2. Reggio è quindi un aeroporto di dimensioni modeste, per un territorio metropolitano – quello del capoluogo calabrese – che conta circa 550.000 abitanti. Al contrario quello di Catania – il più vicino a gran parte del territorio metropolitano messinese ed ai suoi 627 251 cittadini (dati Istat al 30 novembre 2018), fatta eccezione la zona che va da Sant’Agata di Militello a Tusa, che ha invece in Palermo lo scalo più vicino – registra ben altri numeri, con i suoi 65.492 voli in arrivo/partenza, i suoi 8.877.670 passeggeri (+3,3% rispetto al 2018) e le 4.845,5 tonnellate di merci: questo aeroporto ha un bacino di utenza potenziale di 7 provincie ed è lo scalo che assorbe gran parte dei flussi turistici da e per l’isola. 

Lo scalo di Palermo invece ha registrato nel periodo di riferimento 47.001 voli in arrivo e partenza, 6.072.058 passeggeri e 780 tonnellate di merci. Allargando il campo, l’aeroporto di Comiso ha avuto 319.209 passeggeri in arrivo e partenza, quello di Trapani 360.985, quello di Crotone 148.644 e quello di Lamezia Terme 2.600.497. Questi numeri ci danno l’idea del peso del traffico di persone e merci per quel che riguarda il trasporto aereo in Sicilia e Calabria con particolare riferimento all’area dello Stretto, che ha un aeroporto – quello di Reggio Calabria – di dimensioni molto piccole ed un altro – quello di Catania – di dimensioni ben maggiori.

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