MESSINA. Tra il 2017 ed il 2018, a far piangere le tasche dei messinesi è stata principalmente la casa: sono state infatti le spese per l’abitazione ad aver subito il maggior aumento dei prezzi nell’anno, pure se globalmente l’aumento è stato dell’1,1% rispetto l’anno precedente, il 20127, ed il risultato è perfettamente coincidente con la media italiana.

Quindi prezzi più alti (di molto) per gas ed energia elettrica, un po’ meno alti per per sigarette e vino, e per i trasporti, più bassi per medicine e molto più bassi per… tutto ciò che oggi si fa col cellulare oltre a telefonare: quindi ascoltare musica, fare fotografie e comunicare con la scrittura. E’ la fotografia dei prezzi al consumo a Messina nel 2018.

Di che si tratta esattamente? Ad essere presa in esame è la variazione tendenziale, quella rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. La rilevazione dei prezzi nella città di Messina è effettuata presso 585 ditte su cui vengono rilevate 3752 quotazioni mensili.

Che dicono che a dicembre 2018, rispetto allo scorso anno, le variazioni tendenziali  maggiormente significative sono da ascriversi alla crescita rispetto a dicembre 2017 dei prezzi per abitazione, acqua, elettricità e combustibili (una vera stangata: +4,7%), alcoolici e tabacchi (+2,7%), trasporti (+1,4%): crescono anche abbigliamento e calzature, prodotti alimentari e bevande analcoliche, ricreazione, spettacoli e cultura, istruzione e servizi ricettivi e di ristorazione. Diminuiscono invece i prezzi per comunicazioni (-3,7%), e servizi sanitari e spese per la salute (-0,6%).

“VIVERE LA CASA” COSTA DI PIU’: La casa è la prima fonte di spesa, e quella in cui si sono registrati gli aumenti più significativi: una vera e propria batosta, i messinesi l’hanno subita dall’aumento di energia elettrica (+8,4%) e gas (+9,3%), mentre un aumento di prezzo, seppure leggero, lo si registra nel settore dei prodotti per la riparazione e la manutenzione della casa (+0,2%) e dei combustibili solidi (+1,3%). Tra gli aumenti più significativi ci sono anche i servizi postali (+5,2%)

MA A VOLTE ANCHE MENO: A bilanciare un po’ la situazione ci pensa una sostanziosa diminuzione nei prezzi di mobili e arredi (-0,8), grandi apparecchi domestici elettrici e non (-3,4%), e piccoli elettrodomestici (-2%).

SALUTE: In questo settore, aumenti e diminuzioni di pressi tutto sommato si equivalgono: costano meno, per esempio, i prodotti farmaceutici (-2,5%) e medicali (-0,8%), ma aumentano un po’ i servizi dentistici (0,7%) e medici (0,1%)

ALIMENTARI: rispetto a dicembre 2017 crescono i prezzi di pane e cereali (+1,1%), carni (+1,7%), pesce (+2,5%), latte, formaggi e uova (+0,5%), caffè, tè e cacao (+1,4%), acque minerali, bevande analcoliche, succhi di frutta (+3,3%). Decrescono le classi di spesa: oli e grassi (-1%), frutta (- 4,3%), vegetali (-2,1%) e zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolciumi (-0,7%).

ALCOOL E TABACCHI: mai come in questo caso è vero che i vizi si pagano, almeno “bacco e tabacco”: rispetto a dicembre 2017, crescono i prodotti alcolici (+1,1%), vini (+1,8%), birre (2%) e tabacchi (+2,9%)

TRASPORTI: L’aumenti dei costi del carburante registrati a dicembre 2018 rispetto a un anno prima (+4%) sono stati una discreta stangata, e non è andata bene per chi doveva spostarsi in treno (prezzi superiori del 2,1%): numeri mitigati solo da un deciso risparmio (-5,2%) nei trasporti aerei. Strano a dirsi, sono calate anche le assicurazioni (-2,3%).

I PREZZI CHE CROLLANO: Una strage, invece, la compiono sebbene indirettamente i telefonini: nessuno compra più “Apparecchi di ricezione, registrazione e riproduzione di suoni” (-13%), e “apparecchi fotografici e cinematografici e strumenti ottici” (-7,5%): radio e macchine fotografiche sono ormai roba del passato. A diminuire di moltissimo sono i prezzi di altre apparecchiature che ormai nessuno usa più: telefoni fissi e telefax (-17,6%), ma anche “apparecchi per il trattamento dell’informazione” (-6,6%).

TEMPO LIBERO: Crescono soprattutto i prezzi dei pacchetti vacanza (+4,2%), ma anche giochi, giocattoli e hobby (+0,5%), animali domestici e relativi prodotti (+2,1%), servizi ricreativi e sportivi (+0,6%), servizi culturali (+1,4%), giornali e periodici (+0,3%), articoli di cartoleria e materiale da disegno (+1,4%), mentre inaspettatamente diminuiscono i prezzi dei libri.

ISTRUZIONE: Tra il 2017 ed il 2018, a determinare le spese di una famiglia è stata l’età dei figli in età scolastica: sono aumentati infatti molto i prezzi dell’istruzione secondaria (+3,8%) e dei corsi d’istruzione e di formazione (+4,4%), mentre sono scesi quelli per la scuola dell’infanzia ed istruzione primaria (-0,2%), e per l’istruzione universitaria (-3,2%).

L‘andamento dei prezzi ha ricominciato a salire dopo una grossa flessione dei primi mesi dello scorso anno.

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