MESSINA. Il presidente della V Circoscrizione Ivan Cutè esprime la sua soddisfazione dopo il dietrofront del sindaco Cateno De Luca sul tema decentramento amministrativo, giunto dopo l’incontro palermitano con l’assessore Bernardette Grasso.  «Un passo importante, rappresentato da una dichiarazione che lascia intendere l’intenzione del Sindaco di intraprendere un percorso di collaborazione con i quartieri avviando una interlocuzione sul “Decentramento” e che ha ascoltato, distante ma attento, le esigenze e le affermazioni di quanti hanno con forza supportato l’importanza dell’attuazione della legge 11/2015 a Messina», commenta.

«Le Circoscrizioni – prosegue il consigliere – sono degli organi istituzionali che rappresentano l’anello di collegamento tra i cittadini e l’Amministrazione Comunale e per tale motivo devono assumere un ruolo centrale nell’ottica del Decentramento Amministrativo in modo tale da poter meglio rispondere alle reali esigenze del quartiere. Fino ad oggi, a limitare l’efficacia dei Quartieri è lo scarso riconoscimento delle competenze deliberative. Le Circoscrizioni assolvono quasi sempre una funzione consultiva. Saremo vigili che l’azione amministrativa comunale si uniformi allo spirito della legge e che alle circoscrizioni vengano delegate maggiori funzioni amministrative. In tal senso bisogna procedere ad una revisione del Regolamento per il Decentramento della Città di Messina, che risale al lontano Marzo 2005, attribuendo alle circoscrizioni funzioni proprie e la costituzione di veri e propri Municipi. Dovrà inoltre basarsi su una vera programmazione degli interventi che nascono da un forte dialogo con la cittadinanza tutta, le forze sociali e le Associazioni. Stiamo gettando le basi affinché a vincere sia l’intera Città di Messina e la Democrazia. Mi auguro che questo nuovo binario intrapreso riporti l’Amministrazione Comunale e le Circoscrizioni ad un rafforzamento del confronto e della sintonia del lavoro di squadra, perché lo scopo comune è far diventare Messina una città migliore di quella che abbiamo ereditato», conclude.

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