PALERMO.  Da una parte la voglia di far ripartire il turismo, dall’altra la paura di un possibile ritorno dei contagi con l’apertura delle “frontiere”. È il conflitto che attanaglia in queste ore il presidente della Regione Nello Musumeci, pronto a “riaprire” la Sicilia e a rimuovere l’obbligo di quarantena per chi sbarca nell’isola. La decisione sulla data verrà presa probabilmente oggi pomeriggio, forse in serata, in base a quanto verrà stabilito nella conferenza virtuale fra i governatori italiani. Due le opzioni possibili: quella del 3 (in linea con il resto d’Italia, stando alle previsioni) o quella dell’8, ovvero alla scadenza dell’ultima ordinanza regionale che “blinda” l’isola fino al 7 giugno. In ciascuna delle ipotesi verrà accantonata l’idea di un certificato di negatività (con l’esito del tampone o test seriologico) : «È incostituzionale e ostacola la libera circolazione delle persone», ha chiarito il ministro delle Autonomie Francesco Boccia, mettendo una pietra tombale sull’argomento. Stop anche all’obbligo quarantena per gli arrivi, ma la Regione è già al lavoro per mettere a punto un protocollo che consenta di avere garanzie sullo stato di salute di turisti e fuorisede di rientro, con specifiche regole di comportamento a cui dovranno attenersi anche gli albergatori.

Fra le ipotesi al vaglio anche la creazione di un App, simile per certi versi a Immuni, messa a disposizione di tutti i turisti, tramite la quale sarà possibile monitorare (con il consenso degli interessati) gli spostamenti e la rete di contatti in caso di positività al virus.

 

 

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