MESSINA. “Il Consiglio Comunale ha approvato nei giorni scorsi il Regolamento per l’utilizzo del Palazzo della Cultura “Antonello da Messina”. L’impressione, è che vi sia qualche piccola miglioria rispetto alla situazione precedente, in termini di criteri e modalità di utilizzo, ma rispetto al Disciplinare d’uso già in vigore dal 2012, il nuovo regolamento aggiunge poco o nulla”, dice in una nota CMdB.

“Rimangono irrisolti i nodi principali legati alla gestione della struttura, primi fra tutti l’apertura di spazi alle realtà culturali cittadine (sulla scorta degli “Spazi liberi” aperti nel 2018 e chiusi dall’ amministrazione De Luca) e la questione delle tariffe. Come avevamo detto nei mesi scorsi – non ‘noi’, ma noi insieme alle oltre sessanta realtà firmatarie dell’appello “Liberiamo Cultura” – questa era l’occasione giusta, forse irripetibile, per intervenire in maniera organica sulla gestione di tutti gli spazi culturali cittadini, con un regolamento d’insieme e condiviso, che oltre a differenziare gli usi, intervenisse in maniera ragionata con una riduzione delle tariffe e una gestione più flessibile degli oneri accessori”, proseguono i firmatari.

“Questa operazione d’insieme, unica reale possibilità di abbassare le tariffe delle strutture culturali in città, – concludono i membri di Cambiamo Messina dal Basso – spetta(va) al Consiglio, perché rende necessaria la modifica di altri regolamenti consiliari. Dispiace che in questi mesi a Palazzo Zanca nessuno abbia sentito l’esigenza di dialogare con i firmatari di “Liberiamo Cultura”: crediamo che il regolamento appena approvato ne avrebbe beneficiato, e non poco”.

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