Biologia: uno scienziato russo e quella strana voracità delle cellule

 

Forse non tutti sanno che… la fagocitosi è la capacità posseduta da diverse cellule di ingerire materiali estranei e di distruggerli. Ed è stata scoperta a Messina nel 1882. A portarla alla luce, lo scienziato russo Ylia Ylich Mechnikov, che per questo nel 1908 vinse il premio Nobel per la medicina.

“Mi stavo dedicando con entusiasmo alle ricerche nello splendido paesaggio dello Stretto di Messina – raccontò lo scienziato – Un giorno rimasi da solo con il mio microscopio, osservando la vita nelle cellule mobili di una larva trasparente di stella marina, quando un nuovo pensiero improvvisamente mi attraversò il cervello. Capii che cellule simili potevano servire nella difesa dell’organismo contro gli intrusi. Quell’esperimento formò le basi della teoria fagocita, allo sviluppo della quale dedicai i successivi 25 anni della mia vita”.

A Messina, Mechnikov ci abitò per tre volte, nel 1868, nel 1880, e in quel fatidico 1882, quando, tra Faro e la contrada del Ringo, subì la “trasformazione” che lo portò al Nobel: “Fu a Messina che ebbe luogo il più grande evento della mia vita scientifica – si legge nella biografia che gli dedicò la moglie Olga -. Sino ad allora ero stato un biologo zoologo; ora diventavo improvvisamente un patologo”.

 

 

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