MESSINA. “Con il presente provvedimento, si dispone, con decorrenza 19 ottobre 2019, la revoca dei contratti di lavoro”, ma anche “la sospensione immediata dal servizio e dalla retribuzione, in attesa dei provvedimenti consequenziali definitivi, in esito alle risultanze delle convocazioni degli aventi diritto all’assunzione”. Sono sei i neoassunti a tempo determinato dell’Atm ad essere “vittime” del ricorso presentato contro l’approvazione della graduatoria per l’assunzione dei trenta lavoratori a tempo determinato che avrebbero dovuto supplire alla mancanza di autisti dell’azienda trasporti.

E invece è finita a pastrocchio. L’ennesimo, in Atm: azienda in cui, nel giro di un anno, è stato fatto, e detto, tutto e il contrario di tutto. Ad agosto 2018, a nuovo consiglio d’amministrazione appena insediato, è stata lanciata la bomba: stop all’assunzione dei lavoratori a tempo scelti tramite agenzia interinale. Il risultato è stato un anno di corse soppresse e straordinari fino a 150 ore mensili, per carenza di autisti. Poi c’è stato il bando, tramite centro dell’impiego, ma con commissione interna che ha stravolto la graduatoria dell’ex ufficio di collocamento (e spiegazione del motivo degli errori da parte dei commissari liquidatori)

Conseguente al bando c’è stato un accesso agli atti che ha “smontato” la graduatoria, con conseguente licenziamento dei sei (che hanno già lavorato per almeno un mese, hanno percepito lo stipendio e che prevedibilmente proporranno ricorso), e l’assunzione di chi era rimasto fuori. A questo si somma una sentenza del tribunale del lavoro, arrivata la settimana scorsa, secondo cui chi aveva contenziosi con l’azienda poteva essere assunto (contrariamente a quanto affermava l’azienda): i primi quattro dovranno entrare in graduatoria, ma questo provocherebbe la conseguente uscita di quattro unità (che ovviamente proporranno ricorso). A meno che non si decida di assumerne 34 invece dei trenta previsti originariamente dal bando.

Per aggiungere ulteriore sale alle ferite, giunge la notizia che la Guardia di finanza ha fatto visita agli uffici di via La Farina per acquisizione di una grossa quantità di documenti: probabilmente per via dell’esposto che i revisori hanno deciso di mandare alla Procura della Corte dei conti

 

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