MESSINA. Trentamila euro di multa a carico di Amam e comune di Messina: è il provvedimento sanzionatorio che il genio civile di Catania ha elevato a danno di Palazzo Zanca e della partecipata che si occupa dell’acquedotto per aver prelevato “abusivamente” l’acqua dalla fonte di Fiumefreddo.

La concessione trentennale per l’utilizzo dell’approvvigionamento era scaduta a febbraio del 2017 e non era stata rinnovata, segnala l’ufficio regionale catanese, nonostante la diffida inoltrata ad aprile 2017 a continuare ad utilizzare la fonte “in assenza di titolo legittimo”.

Il Comune la richiesta di rinnovo della concessione l’ha inoltrata a febbraio 2018, un anno dopo la scadenza naturale. Il provvedimento che multa in solido Comune e Amam è arrivato il 9 marzo, e da quella data i due enti hanno un mese per pagare la multa. Oltre a questa, ci sono da pagare anche 37mila euro di canoni demaniali per l’utilizzo dell’acqua, relativi al 2017 e 2018.

All’atto di richiesta del rinnovo della concessione il Comune, riconoscendo  il ritardo col quale l’ha chiesto, aveva allegato un parere legale vergato dal legale Aldo Tigano, che integrava la documentazione richiamando un Decreto Ministeriale in cui era testualmente previsto che: “Qualora allo scadere della concessione persistano i fini della derivazione e non ostino ragioni di pubblico interesse, essa sarà rinnovata con quelle modifiche che le variate condizioni dei luoghi rendessero necessarie”.

Per l’Amam è un periodo piuttosto caotico: è stato sciolto il consiglio d’amministrazione ed è stato pubblicato il bando per la nomina dell’amministratore unico ai sensi della legge Madia. Dieci giorni fa, il presidente Leonardo Termini aveva convocato una conferenza stampa “d’addio” senza mai però menzionare il fatto che il Cda era già stato convocato per lo scioglimento

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