MESSINA. «Ho conosciuto Lucio quando ero sindaco. Veniva tutti i giorni al Comune. Lì si sentiva tranquillo. Mi raccontava che per dormire passava tutta la notte su uno dei traghetti delle Ferrovie dello Stato, facendo avanti e indietro, Messina – Villa San Giovanni. All’alba gli offrivano un caffè e via per un altro giorno. In uno dei tanti incontri gli dissi che volevamo fare un *dormitorio per i senzatetto* e da allora, tutti i giorni, mi chiedeva: “Renato a che punto siamo? A quando l’inaugurazione?”». Inizia così il ricordo dell’ex clochard Lucio D’Antonio, scomparso ieri pomeriggio, da parte dell’ex sindaco Renato Accorinti, che in post pubblicato su Facebook racconta il loro primo incontro e la nascita della “Casa di Vincenzo”, rifugio per senzatetto che inaugurarono insieme il 17 febbraio del 2014.

«Non era facile fargli comprendere le difficoltà, la burocrazia, la mancanza di soldi, i rinvii inevitabili. Ma un bel giorno, finalmente, gli diedi la buona notizia della data dell’inaugurazione del rifugio per la notte. Partimmo insieme dal Comune e lo feci salire in macchina al mio posto, accanto al vigile urbano che ci accompagnò all’evento. Arrivammo e trovammo tante persone della società civile e delle istituzioni, i molti volontari che avevano contribuito all’apertura del dormitorio dedicando il loro tempo all’arredamento ed all’abbellimento degli spazi, i suoi amici e i giornalisti. Feci tagliare a lui il nastro di inaugurazione. Era strafelice. Gli diedi il microfono e improvvisò un discorso appassionato e carico di emozione. Il sorriso di quella sera rimarrà nella storia della nostra città»

«Quella notte – prosegue – restai a dormire alla “Casa di Vincenzo”, accanto a Lucio e insieme agli altri amici senzatetto. Lui era pieno di gioia ed anche io. E non lo dimenticherò mai. Ho voluto dare alla casa dormitorio il nome di ‘Vincenzo’ per dedicarla ad un senzatetto che frequentavo negli anni Settanta e Ottanta e col quale divenni amico. “La Casa di Vincenzo” è la cosa più bella e significativa che abbiamo realizzato con la mia Giunta e rimarrà impressa per sempre nella mia anima. Arrivederci Lucio, salutami Vincenzo!».

Lascia un commento

avatar
400