Via degli Orti, nuovi ritrovamenti della Necropoli greco romana

Sull'area persiste un vincolo archeologico diretto per il quale il consigliere della Quarta Circoscrizione, Renato Coletta, chiede l’esplorazione integrale in profondità prima di qualsiasi attività edificatoria. Oltre ad un tavolo tecnico con assessore e sovrintendente

 

MESSINA. Sono stati ritrovati quest’oggi in via degli Orti degli ulteriori resti della Necropoli greco romana risalente ad un periodo compreso tra la prima età ellenistica ed il tardo antico (IV sec. a.C. – V sec. d.C.). Nell’area erano già stati effettuati degli scavi tra il 1991 ed il 1997, ma adesso il consigliere del Movimento Cinque Stelle della Quarta Circoscrizione, Renato Coletta, ha richiesto l’interruzione definitiva dei lavori come previsto dal vincolo archeologico diretto.

Il ritrovamento di sette tombe rappresenta “solo una minima parte della vasta area sepolcrale costituita da centinaia di sepolture anche monumentali, corredi funerari e strutture murarie che documentano” un periodo storico importante, spiega Coletta. Che chiede anche di non trasferire i reperti, come avvenuto invece con le sepolture degli anni ’90, smontate e trasferite nei depositi della Soprintendenza.

“Sull’area esiste un vincolo archeologico diretto che impone l’esplorazione integrale dell’area in profondità prima di qualsiasi attività edificatoria, pertanto occorre procedere ad una indagine del sottosuolo particolarmente minuziosa, con la certezza che lo scavo restituirà altri preziosi reperti che si auspica questa volta vadano finalmente salvaguardati “in situ” e quindi resi fruibili, assieme alla bellissima tomba a camera poco distante”, aggiunge il consigliere.

“Sarebbe indispensabile in tal senso promuovere un tavolo tecnico con l’assessore alla Cultura del Comune di Messina, Prof. Caruso, la IV circoscrizione e la Sovrintendente Arch. Mirella Vinci e tutti gli enti preposti, al fine di individuare le soluzioni adeguate per salvaguardare la fruibilità di quella che è la restante parte della necropoli greco-romana”, conclude Coletta.
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