Chiusura uffici postali di Mili San Marco e Santo Stefano Briga, il M5S dice di no

Intervengono il deputato all'Ars Antonio De Luca, il consigliere comunale Paolo Mangano e il rappresentante del I Quartiere Andrea Merlino, chiedendo, inoltre, l’istallazione di sportelli Atm per garantire una maggiore distribuzione di servizi sul territorio

MESSINA. «Gli uffici postali di Mili San Marco e Santo Stefano Briga rappresentano un punto di riferimento nevralgico per i villaggi della zona sud e per tutti i cittadini del I Quartiere, in una zona della città ad alta densità abitativa che presenta numerose criticità per quanto concerne la viabilità e il trasporto pubblico». Sono le parole del deputato regionale Antonio De Luca, del consigliere comunale Paolo Mangano e del consigliere del primo quartiere Andrea Merlino, che ribadiscono nuovamente la vicinanza del M5s alle istanze della I Circoscrizione in seguito all’annunciata chiusura di 5 uffici postali sul territorio comunale.

«I residenti chiedono che il piano di razionalizzazione degli uffici venga rimodulato tenendo in considerazione non solo la presenza di uffici limitrofi (in un raggio di 1,1 km) ma anche e soprattutto le esigenze dei cittadini e le peculiarità del territorio», spiega Paolo Mangano, che in attesa dell’incontro pomeridiano fra il sindaco Cateno De Luca e i rappresentati di Poste Italiane, ha preso parte questa mattina ad un consiglio di quartiere, ascoltando le proteste e le rivendicazioni dei cittadini.

«Poste Italiane – commentano gli esponenti del M5S – ha già specificato in una nota riservata al sottosegretario Alessio Villarosa come il progetto di razionalizzazione degli uffici debba essere definito in completa condivisione con le Amministrazioni Comunali coinvolte. Già lo scorso 30 settembre il responsabile di Relazioni Istituzionali della Macro Area Territoriale della Sicilia aveva inviato una richiesta di incontro al Sindaco di Messina, senza ottenere tuttavia alcun risposta, così come sono rimaste senza riscontro le varie richieste inviate a mezzo raccomandata e via pec. Il piano non ha carattere di immutabilità e prima di divenire attuativo può subire delle variazioni: un esempio tangibile è quanto accaduto a Catania e Siracusa, dove gli uffici candidabili al provvedimento di rimodulazione erano rispettivamente 3 e 2. Dopo il confronto con i primi cittadini, l’Azienda ha rivisto il Piano prevedendo la chiusura di 2 uffici a Catania e 1 a Siracusa». 

«Questo pomeriggio – concludono – chiederemo inoltre l’installazione di sportelli Atm a Mili San Marco per garantire una maggiore e più capillare distribuzione di servizi sul territorio».

 

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