Messina, il “cambio di passo” diventa un video parodia. Che tira in ballo tutti: sindaco, assessori e consiglieri

La satira basata sull'ormai immancabile film "La caduta" racconta, con molta dovizia di particolari, le dinamiche alla base della votazione di oggi pomeriggio, ed i protagonisti di un momento politico campale. Che potrebbe portare a nuove elezioni (o forse lasciare tutto così com'è). Il video

 

MESSINA. C’è, immancabile, Hitler nel bunker che se la prende coi suoi generali, che diventa un Cateno De Luca preoccupato per l’esito incerto dell’ordine del giorno “cambio di passo”, e che ne ha per tutti: dai suoi assessori ai consiglieri comunali, dalle mosse politiche sbagliate dalla sua giunta alle tiratine di giacca da parte dell’aula, per poi mandare sconsolato tutti a quel paese.

Gira da ieri pomeriggio, nel tam tam di whatsapp, un video parodia, basato sull’ormai celebre film “La caduta”, più famoso probabilmente per i video satirici ed i meme che ne sono stati ricavati negli anni, che per l’affettivo (altissimo) valore artistico. Il video, contrariamente a quanto accade, non è stato “firmato” nè rivendicato, ed è un programma già dal titolo: “a sdirrupata”, traduzione letterale in messinese dell’originale tedesco “Der Untergang”

Nei tre minuti e mezzo di filmato, realizzato da qualcuno che i fatti di Palazzo Zanca li conosce evidentemente con una certa precisione, ci sono un po’ tutti i protagonisti delle querelle politiche degli ultimi mesi, dagli assessori Pippo Scattareggia, Enzo Trimarchi e Dafne Musolino, ai consiglieri comunali che si sono messi di traverso per quelli che De Luca ha chiamato “ricatti politici”, fino al comunicato molto “borderline” del leader di Sicilia Futura Beppe Picciolo, dal contenuto che Hitler/De Luca (“Signor sinnoco”, nel video) non capisce dove voglia andare a parare, e a caratterizzazioni di alcuni personaggi (Piero La Tona e le sue citazioni, il Pd che non riesce a trovare mai l”unanimità delle decisioni, le trovate del tram volante e del casinò, il quadro dell’aula consiliare tolto perchè avrebbe insultato Messina…).

Il tutto è condito da gag e battute che strappano più di un sorriso, ma che tratteggiano anche piuttosto accuratamente le dinamiche d’aula che animeranno il dibattito di oggi pomeriggio. Al termine del quale si capirà se Messina avrà ancora un sindaco, una giunta e un consiglio, o da marzo, fino alle elezioni di maggio, sarà governata da un commissario.

 

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